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Aosta: Riasfaltature scavi Telcha a passo spedito

Con l’arrivo della primavera sono ripartiti ad Aosta lavori di asfaltatura nelle strade coinvolte dagli scavi per la rete del teleriscaldamento. Sono stati completati gli interventi in via Chambéry, viale Partigiani, via Festaz (tratto compreso tra la via Torre del Lebbroso e viale dei Partigiani), corso Battaglione Aosta, via Lys, via G. Elter, via Liconi.

I lavori procederanno nei prossimi giorni nelle vie Lexert, G. Saba, controviale di corso Battaglione ed altre strade interne del Quartiere Cogne. L’assessore comunale all’Ambiente, Delio Donzel, precisa che l’intervento definitivo previsto in corso Saint-Martin-de-Corléans, nel tratto compreso tra piazza Chiarle e via Chaligne sarà eseguito al termine dei lavori in corso in via Monte Vodice, giunti all’altezza dell’incrocio con via Monte Pasubio.

Nel corso di questi lavori è stata anche posata la nuova tubazione dell’acquedotto comunale in via di collegamento. I lavori proseguiranno sia in via Monte Pasubio, per circa 60 metri, sia lungo via Monte Vodice a sud di tale incrocio.

Un secondo cantiere prenderà il via la prossima settimana in via Capitano Chamonin fino a via Mont Fallère. La società Telcha ha depositato, inoltre, il progetto dell’attività prevista per quest'anno che riguarderà via Chamonin, via Saint-Martin-de-Corléans (alcuni tratti tra cui il prosieguo da via Chaligne fino all’incrocio con viale Ginevra), via XXVI Febbraio, via Gramsci, piazza San Francesco e via Chabloz. A breve sarà indetta la Conferenza dei Servizi per poi sottoporre alla Giunta comunale il provvedimento per l’approvazione del progetto.

Eventuali estensioni a questo programma, come evidenzia ancora l’assessore Donzel, saranno possibili in relazione ai contratti che la Telcha riuscirà a stipulare. È il caso ad esempio di viale Chabod per il possibile allacciamento alla scuola Isip per il quale sono in corso di ultimazione i lavori di ristrutturazione. Continuano inoltre gli incontri del gruppo di lavoro tra i responsabili di Telcha, del Comune di Aosta e delle realtà del territorio coinvolte.

Charvensod chiede 1,2 milioni contro il dissesto idrogeologico

Bando del Ministero dell'Ambiente
Un milione e 200 mila euro è quanto il Comune di Charvensod spera di ottenere partecipando a un bando nazionale per la salvaguardia dal dissesto idrogeologico. Il Consiglio comunale ha approvato, con l'astensione della minoranza, il bilancio 2016 da 3 milioni 736 mila euro, che prevede, tra i circa 400 mila euro di investimenti, 10 mila euro finanziati dal ministero dell'Ambiente per rivedere il progetto preliminare per la raccolta dei tre canali nella parte alta del paese. «Il progetto - ha spiegato il sindaco, Ronny Borbey - era del 2008 e grazie al finanziamento ministeriale a fondo perso lo abbiamo aggiornato, nella speranza che saranno finanziati anche i lavori».

Destinati anche 100 mila euro per iniziare la riqualifica del centro storico del capoluogo. Il progetto di riqualifica dell'intero borgo, che aveva ottenuto un finanziamento regionale però mai erogato per mancanza di fondi, è stato stralciato e suddiviso in più lotti, per «poterlo finanziare con fondi comunali o ricorrendo a finanziamenti nazionali o europei».

Altri 80 mila, di cui 36 mila finanziati dalla Regione, sono stati previsti per i lavori di risistemazione del rifugio Arbolle. «Dobbiamo risolvere alcuni problemi di infiltrazioni e fare delle manutenzioni - ha detto il primo cittadino -, lavori che faremo prima della stagione estiva o alla sua conclusione». Approvate anche le aliquote Iuc, l'imposta unica comunale, che prevede un aumento della Tari, la tassa sui rifiuti, per via della costituzione di una tariffa unica per tutti i Comuni dell'Unité Mont Emilius.

Approvato all'unanimità il protocollo d'intesa con la Fondazione comunitaria Valle d'Aosta onlus per creare un fondo comunale dove raccogliere le donazioni di consiglieri e privati cittadini che poi la consulta Servizi sociali devolverà ad associazioni o persone bisognose. Il consigliere di minoranza Riccardo Tesio ha auspicato che «i componenti della consulta saranno sempre concordi nel decidere i soggetti che riceveranno gli aiuti». [H. C.]

Approvato il Bilancio di previsione 2016 -2018

Il Bilancio previsionale 2016 – 2018 è stato approvato nel corso del Consiglio comunale tematico del 30 marzo 2016 con 19 voti favorevoli (Uv, PD-PSI, Stella Alpina). I Consiglieri di minoranza (AltraVdA, M5S, Alpe e Lega Nord) sono usciti dall’aula al momento del voto manifestando la propria contrarietà al documento contabile su tutta la linea e in segno di protesta per la bocciatura delle due mozioni che erano state presentate nonché della pregiudiziale presentata rispetto ad una ipotizzata mancanza dei termini per la convocazione del Consiglio stesso. Ipotesi ritenuta non corretta dal Presidente del Consiglio comunale che ha ripercorso le tempistiche per la convocazione ribadendo la correttezza della stessa.

Il Bilancio previsionale indica le spese che l’attuale Amministrazione comunale vuole porre in essere rispetto alle entrate di cui dispone. Come evidenziato dal Sindaco di Aosta, Fulvio Centoz, e dall’Assessore al Bilancio, Carlo Marzi, è stato costruito un bilancio senza alchimie, frutto di mesi di lavoro, concreto, trasperente e che ha guardato ai cittadini prima di tutto in un momento in cui si è dovuto far fronte ad entrate in flessione, la scelta è stata di conseguenza di intervenire per l’85% sulla macchina amministrativa, in modo drastico, e per il 15% sul alcune entrate extra-tributarie, le tariffe.

Le entrate del Comune sono di doppia natura: tributaria e provenienti da trasferimenti regionali. Questi ultimi hanno subito una flessione e nel corso degli ultimi anni, inoltre il bilancio previsionale ha dovuto intervenire negli ultimi anni sia su chiave tributaria (recependo tasse nuove e adeguandole) e il Comune di Aosta ha fatto la scelta, a partire dall’addizionale Irpef (applicazione allo 0,3), di non alzarle se non con estrema attenzione con aliquote tra le più basse d’Italia.

Il bilancio triennale di previsione 2016-2018 presenta per la prima volta una versione nuova di bilancio previsionale, ovvero il bilancio armonizzato.

Per armonizzazione dei bilanci si intende un processo di riforma della contabilità pubblica, il cui obiettivo è la realizzazione, per tutte le Amministrazioni pubbliche italiane, di un sistema contabile omogeneo, necessario ai fini del coordinamento della finanza pubblica, del consolidamento dei conti pubblici, per rispondere con maggiore efficienza alle verifiche disposte in ambito europeo.

Per gli enti locali e quindi per il Comune di Aosta si è reso necessario un grosso lavoro di adeguamento contabile ai nuovi principi. Il principio cardine di questa riforma è la competenza finanziaria, ovvero regole precise per l’imputazione degli accertamenti e degli impegni contabili ad un determinato esercizio finanziario.

Il bilancio previsionale presentato pareggia sulla cifra di 66 milioni di euro. E’ composto da due parti: la parte di entrate e la parte di spesa. Le entrate sono divise in titoli, i più rilevanti sono: entrate tributarie, entrate di trasferimenti e entrate extra-tributarie.

Il primo titolo quadra a 20.859.000 euro, queste entrate sono in calo di circa 1.450.000 a causa dello sgravio sulla Tasi. Per la prima volta negli ultimi 5 anni si osserva una tendenza verso il basso dell’imposizione tributaria, con addirittura un’addizionale IRPEF al minimo, nonché IMU.

La voce delle entrate da trasferimenti ha subito notevoli cambiamenti rispetto agli anni precedenti. Il trasferimento attuale per il Comune di Aosta è stato di 13.664.000 euro dalla Regione.

Si è intervenuti in parte minima invece sulle entrate extra-tributarie. All’interno di queste entrate si inserisce l’importante contributo dato quest’anno dall’azienda partecipata al 100% dal Comune di Aosta, APS, entrata che si aggira attorno ai 700 mila euro oltre alla ritariffazione della Cosap.

Per quel che riguarda il lato della spesa, cambiano completamente l’impostazione e la logica. Le spese vengono espresse in missioni derivate dalle 5 linee strategiche del Documento Unico di programmazione.

La spesa è ripartita per circa il 33% al costo della macchina e agli oneri di riferimento.

Circa 8 milioni di euro escono per il differenziale ICI/IMU al quale si aggiungono i fondi di garanzia. All’interno di questa voce di spesa troviamo l’iva da split payment (circa 1 milione di euro), le spese inerenti gli stipendi, le utenze, le assicurazioni e il costo del Consiglio stesso. Costo della macchina sul quale si è intervenuti in modo importante e determinante.

Le altre voci di spesa, espressione del programma politico, sono le seguenti:

circa 12milioni di euro per la tutela dei più deboli e i servizi alla persona, seconda voce di spesa del bilancio del Comune di Aosta.

10,3 mln di euro per la tutela dell’Ambiente e verde.

Nella misura di 5 mln di euro troviamo l’istruzione e la cultura.

3,6 milioni di euro sono destinati ai trasporti, alla mobilità e all’illuminazione pubblica.

3,5 milioni di euro di mutui, il che significa far fronte agli impegni del passato, visto che non ci si sta indebitando attualmente, problema che si è da sempre subito con il Patto di Stabilità.

2,6 milioni di euro per l’ordine pubblico e la sicurezza.

2,5 mln di euro per l’urbanistica e la protezione civile.

Per la spesa in conto capitale si sono inseriti 2.172.000 euro.

In momenti di forti ristrettezze economiche il bilancio del Comune di Aosta mette in prima linea la persona e i servizi correlati ad essa e che cerca di attuare il programma politico nel modo più concreto assoluto, avendo a che fare per la prima volta con uno strumento totalmente nuovo, quale il bilancio armonizzato.

Charvensod, si apre il cantiere della scuola - A maggio il via ai lavori, 300 giorni e un costo di 1,7 milioni

A maggio il via alla costruzione della nuova scuola dei Capoluogo a Charvensod. Sono stati aggiudicati i lavori del plesso scolastico che ospita la scuola primaria e dell'infanzia, chiuso nell'agosto 2012 perché non risponde alle norme di staticità. In meno di un mese, in tempo per l'inizio dell'anno scolastico, si era trovata una soluzione alternativa traslocando le classi dei Capoluogo tra il plesso di Plan Félinaz e i locali della biblioteca. Ad aggiudicarsi il bando l'associazione temporanea di imprese Bertini Aosta srl e Matteo Aimar, con un'offerta che prevede la riduzione del 40 per cento dei tempi di costruzione (cioè 300 giorni rispetto ai 500 fissati dal bando) e un ribasso del 12% sui costi, che scendono così a 1 milione 756 mila euro.

Cosa accadrà
I lavori consistono nella demolizione dell'attuale edificio e nella realizzazione di un nuovo fabbricato su due piani, il cui progetto preliminare è stato approvato dal consiglio comunale nel maggio del 2014, per un importo che arriva a quasi 2 milioni di euro. L'edificio sarà finanziato da risorse comunali, per 1 milione 100 mila euro, da fondi regionali, per 600 mila euro, concessi nel 2013 come interventi di edilizia scolastica, e per 347 mila dal progetto «Zero Spaccato», oltre a un finanziamento statale della Protezione civile da 200 mila euro.
Il progetto prevede una grande attenzione agli spazi verdi, con la realizzazione di due aree separate dedicate alle due scuole, e al risparmio energetico, garantendo la classe energetica A grazie a una pompa di calore e un impianto fotovoltaico. Il verde sarà presente anche sul tetto, con una valenza estetica e ambientale. Al piano terra sorgeranno le due sezioni della scuola dell'infanzia, mentre il primo piano ospiterà le cinque classi della primaria. «Dopo aver trovato tutti i finanziamenti - spiega il sindaco, Ronny Borbey -, possiamo finalmente procedere con la fase operativa per restituire al plesso del Capoluogo spazi sicuri e idonei alla didattica». [H. C.]

Sarre, via libera al Piano regolatore "Strade più sicure"

Il documento approvato dalla Regione.
Ok alle tre rotonde previste sulla Statale 26 Allo studio nuovo anello dì pista ciclabile
«Con questo Piano regolatore generale (approvato oggi dalla giunta regionale, ndr) l'amministrazione comunale vuole mettere le basi per disegnare Sarre del futuro». A dirlo è Massimo Pepellin, sindaco di Sarre. «E' un progetto - dice - che è il frutto di un lungo lavoro che ha coinvolto più di una amministrazione».
Il problema centrale del progetto, aggiunge Pepellin, «era trovare una soluzione all'annosa questione della viabilità legata alla statale 26, arteria che taglia in due il paese e che è stata, soprattutto negli ultimi anni, teatro di gravi incidenti. Questo Piano - dice ancora il sindaco - offre utili indicazioni per dare una soluzione al problema».

Accordo con l'Anas
Il Comune ha trovato punti di accordo con l'Anas e ora il nuovo Piano prevede una rotonda in zona Condemine (davanti al supermercato), una nella zona antistante la Farmacia e una in frazione Mayot, all'incrocio tra la Statale e la strada interna comunale. «Il Piano - prosegue Pepellin - si basa su una strategia coerente con il Piano territoriale paesistico e punta a un modello di "sviluppo sostenibile", autocontrollato e attento a limitare quanto più possibile il consumo di risorse non rigenerabili». Non per niente, dice ancora il sindaco «tra i punti qualificanti c'è la conservazione del patrimonio edificato esistente».
Sarre attualmente ha una popolazione residente (dati 2015) di 5.193 abitanti e nel decennio a venire è previsto un incremento di circa 700 unità.
Altri punti centrale del nuovo Piano regolatore sono «la difesa del suolo, la salvaguardia degli ecosistemi ambientali, il recupero funzionale del patrimonio storico, artistico, culturale e architettonico».

Per pedoni e ciclisti
Nel Piano regolatore assume importanza la riqualificazione della zona vicino alla Dora. In questo aspetto si innesta lo sviluppo della pista pedonaleciclabile che corre parallela alla Dora. «L'intenzione è di arrivare - conclude Massimo Pepellin - a unire la pista ciclabile a bordo Dora e la panoramica a monte della ferrovia. Inoltre, con uno studio che è in fase avanzata, stiamo lavorando con i Comuni di Aymavilles e Saint-Pierre per realizzare un unico anello che ciclisti e pedoni possano percorrere, magari già prima della fine del 2016, in tutta sicurezza, lontani dai rischi della Statale»

Aosta, altre cinque villette di Quartiere Cogne nel Piano alienazioni del Comune

Marzi: "Estrapoliamo dall'Edilizia Residenziale Pubblica cinque villette vuote, presentandole all'amministrazione regionale per poi inserirle nel piano di alienazione”.

Il Piano delle alienazioni del Comune di Aosta prende una 'nuova forma'.
Dopo il passaggio in IV Commissione 'Affari Istituzionali' arriverà infatti in Consiglio, il 22 marzo prossimo, una delibera sulle 'Villette' di Quartiere Cogne ed una sul Piano delle alienazioni stesso.

“La delibera sulle 'Villette' – ha spiegato l'assessore comunale alle Finanze e al Patrimonio Carlo Marzi - è antesignana rispetto ad un eventuale futuro. Con questo atto andiamo ad estrapolare dall'Edilizia Residenziale Pubblica cinque villette vuote, presentandole all'amministrazione regionale e all'ARER per poi, un domani, inserirle nel piano di alienazione”.

Le cinque villette, edificate dalla società 'Ansaldo' alla fine della Grande Guerra per dare una sistemazione ai propri dipendenti ed 'incastonate' tra Corso Battaglione, via Elter, via Liconi e Verraz, si aggiungono alle altre otto già inserite nel piano di alienazione a partire dal 2013. Le villette, in realtà, sono nove, ma una resterà a disposizione dell'amministrazione comunale e
considerata 'Bene documento', fattore che le permetterà di diventare in futuro un vero e proprio museo sulla storia industriale di Aosta della quale le case popolari e Quartiere Cogne stesso sono manifesto esplicito. Edifici che, come accaduto per i precedenti otto, andranno poi in vendita a base d'asta.

“C'è la volontà di confermare quanto di buono fatto in questi anni – prosegue Marzi – cercando di migliorare ancora. Nel Documento Unico di Programmazione legato al Bilancio abbiamo istituito dei gruppi di lavoro che si concentreranno sulle 'valorizzazioni patrimoniali'. Dal punto di vista politico e amministrativo incentiviamo l'attenzione alle alienazioni e negli anni abbiamo avuto buoni risultati che vogliamo confermare, in maniera prospettica, dopo avere un inserito un vero e proprio 'cappello normativo'”.

Sarre apre la strada valdostana al 'baratto amministrativo'

Se i cittadini non riescono a pagare le tasse o le multe perchè non hanno soldi a sufficienza, e per lo stesso motivo i Comuni non riescono a garantire tutti i servizi, la soluzione è unire le forze e 'barattarle'.

E' questo lo scopo del 'baratto amministrativo', nuova forma di rapporto economico-sociale tra gli enti locali e la popolazione che sta prendendo forma in molte città italiane, il cui regolamento è stato presentato oggi, giovedì 17 marzo, nella sala del Consiglio comunale di Sarre.

'Patto sociale' tra cittadini e istituzioni.

All'incontro dal tema 'Cittadini e Amministrazione - insieme si può', organizzato dal Consorzio degli enti locali valdostani (Celva-Cpel) e dalla Fondazione Comunitaria della Valle d'Aosta, hanno preso parte molti sindaci valdostani e i vertici dell'Azienda pubblici servizi-Aps di Aosta.

All'evento, moderato da Ronny Borbey, sindaco di Charvensod e responsabile del 'Dipartimento Scuola, cultura e inclusione sociale' del Celva-Cpel hanno preso parte il presidente del Consorzio, Franco Manes; Luigino Vallet, presidente della Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta; Massimo Pepellin, sindaco di Sarre e Daniela Ciaffi, referente del Consiglio direttivo dell'Associazione Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà, ideatrice del regolamento del 'baratto amministrativo'.

“L’obiettivo dell’iniziativa -ha spiegato Borbey - è promuovere il dibattito fra cittadini, amministratori, segretari comunali e associazioni di volontariato presenti sul territorio sul tema dell'amministrazione condivisa, quale nuova modalità di partecipazione attiva alla vita pubblica”.

Un regolamento a misura di cittadino

Nel corso dell’incontro è stato presentato il regolamento dell’Associazione Labsus, scaricabile gratuitamente dal sito web www.labsus.org/scarica-regolamento/, come esempio efficace per normare e coordinare, da parte di un’amministrazione locale, l’impegno dei cittadini nella gestione dei beni pubblici come forma di 'pagamento' dei tributi comunali.

L'Associazione Labsus ha lavorato per anni con alcuni importanti Comuni italiani (Bologna, Trento, Siena, L’Aquila, Bari) alla stesura del “Regolamento sulla collaborazione fra cittadini e amministrazione per la cura dei beni comuni urbani" che traduce a livello amministrativo il principio costituzionale di sussidiarietà.

“A fronte di una costante diminuzione di risorse a disposizione – ha spiegato Ciaffi - per gli enti locali è sempre più complesso garantire i servizi ai propri cittadini; una soluzione possibile è allora perseguire la strada offerta dall’articolo 118 della Costituzione, che introduce il principio di 'sussidiarietà orizzontale', ovvero una forma diversa di 'sostegno' da parte dei cittadini alla spesa pubblica”.

Beni 'comuni' nel vero senso della parola

Il dettato costituzionale delinea infatti un nuovo modello di amministrazione con il quale condividere la gestione dei 'beni comuni', ovvero, ha spiegato Ciaffi, “beni che se arricchiti arricchiscono tutti, se impoveriti impoveriscono tutti”.

“L'esecuzione di lavori utili alla collettività per ottenere uno sconto sulle tasse locali – ha commentato Manes – è un concetto innovativo rilancia la cittadinanza attiva e di cui i comuni di montagna, dove il rapporto diretto cittadini-amministrazione è vissuto quotidianamente, dovrebbero dotarsi senza indugio”. Fondazione Comunitaria VdA lavora attivamente con Labsus “per l'introduzione in Valle del baratto amministrativo – ha ribadito Luigino Vallet - che permette di promuovere una sorta di scambio virtuoso: lo sconto sul pagamento o addirittura l'esenzione di una tassa locale o un altro debito con le casse municipali, come ad esempio una vecchia multa, in cambio di un impegno concreto per migliorare il territorio, come la pulizia del parco comunale o la piccola manutenzione della scuola elementare”.

p.g

Aosta: La raccolta rifiuti all’esame dell’Osservatorio comunale

“Abbiamo mantenuto fede ad un impegno che ci eravamo assunti in Consiglio comunale e ora vogliamo ridare forza e continuità all’Osservatorio comunale sui rifiuti senza per questo creare doppioni con quello regionale che ha ben altre competenze e situazioni da valutare”. Delio Donzel, assessore all’Ambiente del Comune di Aosta, commenta così la convocazione dell’Osservatorio comunale che si riunirà mercoledì 16 marzo alle ore 8,30.

Che questa volta si facciano le cose in modo serio e con durata nel tempo lo dimostra il fatto che all’ordine del giorno figura l’esame della proposta di regolamento. Nel corso della riunione l’ingegner Marco Framarin e Jean-Louis Quendoz dell’omonima azienda che si è aggiudicata il servizio di nettezza e igiene urbana, illustrano lo stato dell’arte della raccolta differenziata dei rifiuti nel comune di Aosta.

Dell’attività dell’Osservatorio se ne era occupato il Consiglio comunale di Aosta quando nel mese di luglio 2015 approvò una mozione dell’opposizione, prima firmataria Carola Carpinello di (L’Altra VdA.

Proprio a quella mozione l’assessore Donzel propose un’ emendamento con il quale il Consiglio deliberò di “reinserire nel nuovo Regolamento Comunale di Raccolta Rifiuti ed Igiene Urbana l’istituzione dell’Osservatorio Comunale sui rifiuti, invitandolo a riconsiderare la composizione comprendendo le molte parti in causa e a farne strumento periodico”.

 

"La Casa Rossa? Non ci interessa piu"

Addio sogni di gloria. Alla rappresentante del Movimento 5 Stelle Patrizia Pradelli che gli poneva una serie di domande sulla Casa Motta, più nota come «Casa rossa», che nei piani delle passate amministrazioni del Comune di Aosta doveva essere acquistata e poi abbattuta per completare la pedonalizzazione dell'area dell'Arco d'Augusto, l'assessore all'Urbanistica Delio Donzel ha risposto con poche parole: «No, non compriamo né compreremo la Casa rossa». E stata la parola «fine» del Consiglio comunale di mercoledì, poco dopo la mezzanotte, e l'epitaffio di una vicenda che prosegue da un decennio.

II progetto
L'obiettivo del Comune era acquisire l'edificio e abbatterlo, per costruire una rotonda alla francese in piazza Vuillermin, nell'incrocio tra corso Ivrea, via Mont Emilius e via Mont Vélan. Era prevista anche la costruzione di un parcheggio sotterraneo per i residenti e l'intera riqualificazione della zona, con la
chiusura al traffico del vecchio Ponte di pietra e lo spostamento delle auto sul nuovo - e contestato - «ponte bianco», con la pedonalizzazione dell'Arco d'Augusto. Prima i dubbi su una perizia giudicata troppo alta, con Casa Motta stimata in un milione 625 mila euro; poi i vincoli del Patto di stabilità; infine il bilancio ridotto all'osso: il progetto per la zona c'è e vale 2 milioni 500 mila euro, ma rimarrà in un cassetto ancora a lungo.
La Casa Motta, divisa tra 4 proprietari, fu sottoposta nel 2012 a una perizia che la valutò un milione 625 mila euro. Il suo acquisto e abbattimento era ricompreso negli «assi» finanziati con i fondi regionali per Aosta capitale; il Comune avrebbe dovuto aggiungere i soldi per i lavori stradali e il completamento della pedonalizzazione. Dopo una pedonalizzazione provvisoria durata pochi giorni nel 2007, la pedonalizzazione dell'Arco d'Augusto era definita «prioritaria» nel 2011 dalla giunta Giordano ed è inserita nel programma di governo della giunta Centoz.
[A. MAN.]

Aosta, lo stop al fumo diventa realtà

Definita la mappa delle aree «smoke free» nel capoluogo
Unico astenuto il vicepresidente Andrione. Ora manca solo l'ordinanza del sindaco

Il divieto di fumo in alcune aree all'aperto della città di Aosta è realtà. Dopo la stretta del ministero nelle aree di pertinenza degli ospedali, questa volta è toccato al Consiglio comunale, nella sua seduta di mercoledì, fissare alcune aree in cui si applicherà, anche all'esterno degli edifici, la legge Sirchia sul divieto di fumo, con le relative sanzioni che vanno da 25 a 250 euro, da raddoppiare in presenza di minori o donne incinte.

«Non è una crociata»
Un anno fa, a marzo 2015, l'iniziativa aveva spaccato il Consiglio comunale con un voto finito sedici a dodici; il sindaco Bruno Giordano, in carica fino a maggio, non aveva mai emesso l'ordinanza. Questa volta, nel voto su 27 consiglieri presenti il solo astenuto è stato il vicepresidente - fumatore - Etienne Andrione (Uvp). «Questo divieto non vuole essere una crociata contro il fumo - ha sostenuto Paolo Fedi (Alpe), promotore dell'ordinanza già nella scorsa consiliatura -. Deve essere praticabile, attuabile. È assurdo fare ordinanze che non possono essere rispettate, per questo abbiamo individuato alcune zone facilmente riconoscibili, in parte perché già recintate, in parte davanti alle scuole, subito all'esterno del portone d'uscita».

L'assessore all'Ambiente Delio Donzel, che con il dirigente Marco Framarin ha redatto il testo, ha spiegato: «Dovremmo essere arrivati alla fine di questa lunga gestazione». Rispetto all'ordinanza approvata lo scorso anno, il Consiglio ha «sforbiciato pesantemente» sia sul numero delle aree, sia sui casi in cui fare le multe. Nel testo arrivato in aula mercoledì era ancora presente il divieto in caso di manifestazioni e assembramenti di persone, che però sarebbe stato quasi inattuabile in occasioni come la Fiera di Sant'Orso e per questo è stato eliminato.

I luoghi interessati
Sarà vietato fumare, appena il sindaco Fulvio Centoz firmerà la relativa ordinanza, nei nuovi giardinetti di piazza Bruno Salvadori davanti alla chiesetta di Saint-Martin; nell'area giochi del parco Saumont; nel parco di via Grand Eyvia; ai giardinetti di via Aurora Vuillerminaz al quartiere Cogne; nell'area gioco del giardino di via XXVI Febbraio vicino alla sede Telecom; nel parco giochi del quartiere Dora; nel parco giochi di Signayes; nell'area Becco di corso SaintMartin-de-Corléans; nei giardini pubblici della stazione, in viale Conseil des Commis. Sarà vietato fumare anche nelle zone di ingresso e uscita delle scuole, di ogni ordine e grado.

ALESSANDRO MANO

 

STELLA ALPINA

Movimento politico, autonomista e federalista, la "Stella Alpina" ha per finalità la tutela e il rafforzamento dell’Autonomia speciale valdostana, nel contesto di uno Stato Italiano unitario e federale, nella prospettiva di una vera Europa dei popoli.

AGENDA

GIUGNO

venerdì 16
ore 18.30 - Direttivo Sezione Aosta

martedì 20
ore 9.00 - Consiglio regionale

mercoledì 21
ore 9.00 - Consiglio comunale
ore 9.00 - Consiglio regionale

giovedì 22
ore 9.00 - Consiglio comunale

Adesioni alla Stella Alpina

L'adesione alla "Stella Alpina" avviene con una sottoscrizione di impegno a rispettare i contenuti dello Statuto.

Le domande di prima adesione devono essere presentate alla Sezione del Comune di residenza o di domicilio oppure presso la sede del Movimento - Via Monte Pasubio, 40 - Aosta.

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Movimento Politico Stella Alpina

  • Via Monte Pasubio, 40 11100 Aosta
  • Tel: 0165 32200
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Il deputato On. Rudi Marguerettaz riceve presso la sede della Stella Alpina su appuntamento

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