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"La Casa Rossa? Non ci interessa piu"

Addio sogni di gloria. Alla rappresentante del Movimento 5 Stelle Patrizia Pradelli che gli poneva una serie di domande sulla Casa Motta, più nota come «Casa rossa», che nei piani delle passate amministrazioni del Comune di Aosta doveva essere acquistata e poi abbattuta per completare la pedonalizzazione dell'area dell'Arco d'Augusto, l'assessore all'Urbanistica Delio Donzel ha risposto con poche parole: «No, non compriamo né compreremo la Casa rossa». E stata la parola «fine» del Consiglio comunale di mercoledì, poco dopo la mezzanotte, e l'epitaffio di una vicenda che prosegue da un decennio.

II progetto
L'obiettivo del Comune era acquisire l'edificio e abbatterlo, per costruire una rotonda alla francese in piazza Vuillermin, nell'incrocio tra corso Ivrea, via Mont Emilius e via Mont Vélan. Era prevista anche la costruzione di un parcheggio sotterraneo per i residenti e l'intera riqualificazione della zona, con la
chiusura al traffico del vecchio Ponte di pietra e lo spostamento delle auto sul nuovo - e contestato - «ponte bianco», con la pedonalizzazione dell'Arco d'Augusto. Prima i dubbi su una perizia giudicata troppo alta, con Casa Motta stimata in un milione 625 mila euro; poi i vincoli del Patto di stabilità; infine il bilancio ridotto all'osso: il progetto per la zona c'è e vale 2 milioni 500 mila euro, ma rimarrà in un cassetto ancora a lungo.
La Casa Motta, divisa tra 4 proprietari, fu sottoposta nel 2012 a una perizia che la valutò un milione 625 mila euro. Il suo acquisto e abbattimento era ricompreso negli «assi» finanziati con i fondi regionali per Aosta capitale; il Comune avrebbe dovuto aggiungere i soldi per i lavori stradali e il completamento della pedonalizzazione. Dopo una pedonalizzazione provvisoria durata pochi giorni nel 2007, la pedonalizzazione dell'Arco d'Augusto era definita «prioritaria» nel 2011 dalla giunta Giordano ed è inserita nel programma di governo della giunta Centoz.
[A. MAN.]

Aosta, lo stop al fumo diventa realtà

Definita la mappa delle aree «smoke free» nel capoluogo
Unico astenuto il vicepresidente Andrione. Ora manca solo l'ordinanza del sindaco

Il divieto di fumo in alcune aree all'aperto della città di Aosta è realtà. Dopo la stretta del ministero nelle aree di pertinenza degli ospedali, questa volta è toccato al Consiglio comunale, nella sua seduta di mercoledì, fissare alcune aree in cui si applicherà, anche all'esterno degli edifici, la legge Sirchia sul divieto di fumo, con le relative sanzioni che vanno da 25 a 250 euro, da raddoppiare in presenza di minori o donne incinte.

«Non è una crociata»
Un anno fa, a marzo 2015, l'iniziativa aveva spaccato il Consiglio comunale con un voto finito sedici a dodici; il sindaco Bruno Giordano, in carica fino a maggio, non aveva mai emesso l'ordinanza. Questa volta, nel voto su 27 consiglieri presenti il solo astenuto è stato il vicepresidente - fumatore - Etienne Andrione (Uvp). «Questo divieto non vuole essere una crociata contro il fumo - ha sostenuto Paolo Fedi (Alpe), promotore dell'ordinanza già nella scorsa consiliatura -. Deve essere praticabile, attuabile. È assurdo fare ordinanze che non possono essere rispettate, per questo abbiamo individuato alcune zone facilmente riconoscibili, in parte perché già recintate, in parte davanti alle scuole, subito all'esterno del portone d'uscita».

L'assessore all'Ambiente Delio Donzel, che con il dirigente Marco Framarin ha redatto il testo, ha spiegato: «Dovremmo essere arrivati alla fine di questa lunga gestazione». Rispetto all'ordinanza approvata lo scorso anno, il Consiglio ha «sforbiciato pesantemente» sia sul numero delle aree, sia sui casi in cui fare le multe. Nel testo arrivato in aula mercoledì era ancora presente il divieto in caso di manifestazioni e assembramenti di persone, che però sarebbe stato quasi inattuabile in occasioni come la Fiera di Sant'Orso e per questo è stato eliminato.

I luoghi interessati
Sarà vietato fumare, appena il sindaco Fulvio Centoz firmerà la relativa ordinanza, nei nuovi giardinetti di piazza Bruno Salvadori davanti alla chiesetta di Saint-Martin; nell'area giochi del parco Saumont; nel parco di via Grand Eyvia; ai giardinetti di via Aurora Vuillerminaz al quartiere Cogne; nell'area gioco del giardino di via XXVI Febbraio vicino alla sede Telecom; nel parco giochi del quartiere Dora; nel parco giochi di Signayes; nell'area Becco di corso SaintMartin-de-Corléans; nei giardini pubblici della stazione, in viale Conseil des Commis. Sarà vietato fumare anche nelle zone di ingresso e uscita delle scuole, di ogni ordine e grado.

ALESSANDRO MANO

 

Aosta: Marzi, 'Per far tornare i conti taglieremo servizi individuali'

Al Comune di Aosta mancano circa tre milioni di euro per chiudere in pareggio il bilancio 2016 e l'assessore alle Finanze corre ai ripari cercando i soldi nelle tasche dei cittadini e tagliando i servizi individuali. I trasferimenti da parte della Regione quest'anno saranno ridotti di 1 milione e 900 mila euro, a causa della contrazione del gettito Irpef e per lo sforamento del Patto di stabilità, che ha determinato sanzioni. A questo si aggiunge il blocco delle tasse imposto dalla Finanziaria nazionale, che determinerà minori introiti per circa un milione di euro rispetto al già risicato 2015.

“Stando così le cose – spiega Marzi – sulla carta le minori entrate sono sensibili, ma contiamo di rimediare almeno parzialmente incrementando le entrate extratributarie, come gli affitti, le vendite e gli utili delle società partecipate, nonché tagliando sui servizi da noi gestiti a domanda individuale quali refezioni, asili nido, garderie e impianti sportivi. Ma adesso è ancora presto per fare delle cifre”.

Lo stato comatoso delle casse comunali è stato l'argomento della prima riunione, mercoledì scorso, del Tavolo tecnico-finanziario del Consiglio comunale di Aosta, che per la chiarezza dei dati diffusi e l'impronta realistica sui problemi da affrontare ha soddisfatto soprattutto i consiglieri di opposizione che ne fanno parte.

Il gruppo di lavoro è composto dai membri della Quarta commissione consiliare 'Affari generali', Antonio Crea (Pd), Josette Borre (Uv), Jeannette Migliorin (Stella Alpina), Nicola Prettico (Uv), Carola Carpinello (L'Altra VdA) e Nicoletta Spelgatti (Lega Nord), oltre ai delegati di minoranza e maggioranza Etienne Andrione (Uvp) e Vincenzo Caminiti (Uv).

Ai consiglieri Marzi ha relazionato sullo stato delle casse comunali. “L'avvio del Tavolo tecnico – commenta l'assessore - costituisce il primo, positivo passo condiviso verso la redazione del bilancio previsionale”.

Infatti, secondo Etienne Andrione, “questo primo confronto è stato piuttosto soddisfacente, anche perchè finalmente possiamo contare su un confronto preventivo prima della redazione del Bilancio, e non a giochi ormai fatti”.

Donzel, ‘Il Comune non apre ristoranti né attività commerciali’

E’ determinato Delio Donzel, assessore all’Urbanistica del Comune di Aosta a dare una lettura diversa da quella data dal Movimento 5 Stella , circa la ristrutturazione dell’immobile Le Arate di Plot che da piazza della Repubblica si sviluppa, verso nord, lungo via Monte Solarolo.

“Il Comune – spiega Donzel – non apre ristoranti né attività commerciali ma è impegnato a valorizzare gli edifici storici comunali”. Donzel replica al Movimento 6 Stelle che “Il project financing è un ottimo sistema che permette di affidare gli immobili comunali a privati onde provvedere alla loro ristrutturazione, ma non quando questo va a concorrere con attività commerciali già esistenti. Senza contare che il tutto verrebbe promosso dal Comune di Aosta”. Evidenziano ancora i consiglieri di opposizione: “In questo modo non aiutiamo le aziende del centro cittadino, ma li si mette di fronte ad una ulteriore concorrenza, per di più scorretta perché pubblica”.

“C’è chi si sveglia adesso – replica duro Donzel - ma è da tempo che l’amministrazione ha l’obbiettivo di recuperare e valorizzare uno stabile di proprietà comunale meglio conosciuto come Le Arcate del Plot una struttura di circa 200 anni”.

La struttura è attualmente in disuso quasi totale ed è stata inclusa nel piano urbanistico di dettaglio ‘Polo universitario e zone limitrofe’ approvato dal consiglio comunale il 13 maggio 2010.

Successivamente la Giunta comunale con delibera n. 45 del 27 marzo 2014 inserì tale intervento di recupero tra gli obbiettivi strategici per l’anno 2014 con ricorso alla finanza di progetto, il project financing, con la compartecipazione del privato, dopo l’approvazione della delibera e’ pervenuta una sola proposta in tal senso da parte della società Copaco di Aosta.

“In questi momenti di difficoltà economica commenta Donzel – dsarebbe da irresponsabile perdere un’occasione come quella che ci è stata presentata dal Copaco”.

Aosta, Sarre e Saint-Pierre creano il corpo associato di Polizia Locale

La Centrale Operativa del Corpo associato garantisce la reperibilità telefonica nella fascia oraria di copertura del servizio, sette giorni su sette e dalle ore 7.00 alle ore 21.00 e i giorni e orari di apertura al pubblico sono individuati dal Comune capofila sentita la Conferenza dei Sindaci

Un corpo di Polizia Locale per tre comuni: è il frutto della convenzione siglata oggi tra i sindaci di Aosta, Saint Pierre e Sarre. Oltre all’espletamento in modo coordinato delle funzioni e dei servizi di polizia locale, la convenzione consentirà di favorite l’avvio di politiche per la sicurezza dei cittadini, ottimizzando le risorse umane e strumentali a disposizione e che prevede l’impiego di 54 agenti: 48 di Aosta, 3 di Sarre e 3 Saint-Pierre.

Il Corpo associato, tra l’altro, svolge tutte le funzioni attinenti alla polizia stradale, alle funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza, alla polizia giudiziaria, alle attività di prevenzione e repressione degli illeciti amministrativi derivanti dalla violazione di leggi, regolamenti e provvedimenti statali, regionali e locali, alle attività di protezione civile, alla rappresentanza servizi d’onore di vigilanza e di scorta, oltre ad ogni altra materia la cui funzione di polizia sia demandata da leggi o regolamenti al comune o direttamente alla polizia locale.

“Alla luce della positiva esperienza precedente diamo avvio a questo nuovo sodalizio, in cui entra Saint-Pierre, con l’auspicio che vi aderiscano nel tempo altri comuni limitrofi – dichiarano i Sindaci firmatari – E’ un accordo che rinnova una collaborazione importante e garantisce servizi efficienti per la popolazione dal punto di vista della sicurezza e della prevenzione sul territorio”.

Aosta: Semplificata occupazione suolo pubblico

Via libera della Quarta commissione 'Affari istituzionali' del Comune di Aosta alle modifiche che semplificano le richieste di occupazione del suolo pubblico da parte di imprese edili, commercianti ambulanti e organizzatori di eventi.

Mercoledì 17 febbraio, la commissione presieduta da Antonino Crea (Pd), ha approvato, con tre voti a favore (consiglieri di maggioranza) e due contrari (L'Altra VdA e Lega Nord), sei modifiche al regolamento per l'applicazione del canone di occupazione spazi e aree pubbliche, che rendono più avegole,a chi è in regola con i pagamenti del canone, richiedere e ottenere le autorizzazioni all'allestimento di cantieri, tensostrutture e dehors per brevi e medi periodi.

“L'assessore alle Finanze, Carlo Marzi – spiega Crea – ha illustrato le proposte di eliminare alcuni paletti burocratici che rendevano più farraginose le pratiche per ottenere le autorizzazioni”.

In particolare, sarà solo un solo ufficio, il Servizio edilizia, a occuparsi dei documenti e delle richieste da depositare in Comune, il che permetterà alle imprese e agli esercenti di preparare meno documenti e di spendere meno in marche da bollo. Chi non è in regola con i pagamenti arretrati del canone, potrà richiedere nuove autorizzazioni solo dopo aver saldato la morosità; sara però possibile, ai primi richiedenti o a chi ha sempre pagato il canone puntualmente, richiedere la rateizzazione delle quote.

Contro le modifiche hanno votato i consiglieri commissari Carola Carpinello (L'Altra Valle d'Aosta) e Nicoletta Spelgatti (Lega Nord), sostenendo che in realtà “facilitare l'occupazione di suolo pubblico con le rateizzazioni del canone e impedirla a chi si è trovato in difficoltà economica favorisce le imprese ma penalizza i commercianti e i ristoratori già attanagliati dalla crisi, che faticano a pagare il canone dei dehors e rischiano, l'estate prossima, di ritrovarsi con più cantieri aperti nel centro storico”.

Aosta, “via libera” alla candidatura a Città Europea dello Sport 2017

Aosta correrà per uno dei quattro posti disponibili messi in palio da Aces Italia assieme a Pesaro, Catania, Vicenza, Forlì, San Benedetto del Tronto, Cagliari e Foligno.
Marzi: "Poche città hanno il curriculum sportivo e gli impianti che abbiamo noi".

Con il 'via libera' arrivato in I Commissione consiliare questo pomeriggio, con voto unanime, Aosta si candida ufficialmente a 'Città Europea dello Sport 2017'.
Un atto sul quale l'amministrazione ha giocato d'anticipo – l'idea della candidatura era preventivata per il 2018 – ed ora dovrà produrre un dossier, da presentare entro fine marzo alla delegazione di Aces Italia (La Federazione delle Capitali e delle Città Europee dello Sport), sul quale il Comune è già al lavoro.

L'occasione, che vedrà Aosta correre per uno dei quattro posti disponibili, ha una concorrenza accesa (Pesaro, Catania, Vicenza, Forlì, San Benedetto del Tronto, Cagliari e Foligno), ma che non spaventa l'assessore con delega allo Sport Carlo Marzi che può contare anche su diverse collaborazioni interistituzionali per spingere il Capoluogo regionale verso l'obiettivo: “Qui non candidiamo il Comune di Aosta – ha spiegati Marzi – ma tutto ciò che di sportivo avviene sul territorio della città di Aosta che è contemperata di sport. A volte non ce ne rendiamo conto perché la viviamo quotidianamente e lo consideriamo normale, ma se pensiamo ai numeri dell'associazionismo, del volontariato, degli impianti presenti e del numero di persone che praticano sport Aosta ci rendiamo conto della fotografia che ci si presenta. Giovanni Malagò stesso (Presidente del CONI) disse che la Valle d'Aosta è l'orgoglio dell'Italia dal punto di vista sportivo. La difficoltà sarà sintetizzare la nostra storia e le nostre proposte in un documento snello e convincente”.

Dossier sul quale l'Ufficio dello Sport del Comune è già al lavoro per la raccolta dati, in stretta collaborazione con il CONI e coinvolgendo anche l'Università della Valle d'Aosta (attraverso il Professor Paolo Gheda, storico del Dipartimento di Scienze Economiche e Politiche); il Dottor Guido Giardini, Presidente della Società Italiana di Medicina di Montagna ed il Professor Alessandro Celi, Presidente della Fondazione Chanoux, e che verrà poi valutato in loco da un comitato di valutazione indipendente selezionato da Aces, con tre sopralluoghi in altrettanti impianti sportivi (uno selezionato da Aces e due dal Comune).
Il costo della candidatura è di 1200 euro, e della firma del regolamento, e prevede che la città trovi un massimo di quattro sponsor privati disposti ad un esborso, per la promozione, di 5000 euro complessivi. L'eventuale premiazione è invece prevista per l'autunno 2016.

“Abbiamo preso questa candidatura come un'opportunità – ha concluso Marzi – e sono sicuro che tutti noi facciamo tifo per Aosta. Secondo me poche città in Italia hanno il curriculum sportivo che abbiamo noi, basti pensare che abbiamo il numero di sportivi in media più alto di del Paese, ed è importante provare a giocarsi la partita fino in fondo”.

di Luca Ventrice

Centro profughi nell’ex hotel, stop al progetto

Il ministero: sospendete le pratiche per il “Lanterna” di St-Pierre
L’ex hotel «Lanterna» di Saint-Pierre, abbandonato da oltre vent’anni

«Il Ministero ci ha detto di sospendere tutte le pratiche, nell'attesa che si concludano gli aspetti giudiziari». La notizia arriva dal Provveditorato interregionale per le opere pubbliche, ovvero l'ente incaricato dal Ministero dell'Interno di occuparsi dei progetti e degli appalti per il recupero dell'ex hotel Lanterna di Saint-Pierre, in disuso da più di 20 anni. Il governo vuole trasformarlo in un hub per l'accoglienza dei migranti; ne potrebbe ospitare dai 200 ai 400.

L'obiettivo era fare in fretta, per aprire nel 2017. Ci sono già le planimetrie e sono stati elaborati i progetti; tutto lavoro svolto dal Provveditorato. Quando in Valle si è diffusa la notizia, alla fine del 2015, si è levato un coro di «no»: dal Comune alla Regione hanno tutti preso posizione. Lo fece anche Rudy Margueretaz, con un'interrogazione in Parlamento. L'onorevole valdostano faceva riferimento anche alla proprietà dell'immobile: per la Valle il «Lanterna» è della Regione, per lo Stato è del ministero e lo confermò rispondendo a Marguerettaz il sottosegretario Domenico Manzione: «Il ministero rimane l'unico titolare». Questo in attesa che i giudici facciano chiarezza. Perché se è vero che nel 2014 il Tribunale di Torino ha stabilito che l'immobile è della Regione, è anche vero che il ministero dell'Interno ha presentato un appello il cui esito non è scontato.

Intervenendo sulla vicenda il presidente Augusto Rollandin era stato chiaro: «E' nostro l’ex hotel, il ministero non lo può utilizzare». Concetto che l'ufficio legale ha trasformato in linguaggio giuridico e ribadito via lettera al ministero. «Noi non sappiamo nulla, non abbiamo novità» diceva amareggiato due giorni fa il sindaco Lavy, «Il ministero non ci include neppure "per conoscenza" nelle sue comunicazioni». E a Saint-Pierre le parole di Rollandin avevano rassicurato fino a un certo punto. Anche perché nell’ex hotel qualcosa si muoveva. «A metà gennaio - racconta Lavy - sono venuti dei professionisti, mandati dal Provveditorato, a fare rilievi e misurazioni». Li hanno visti in tanti.

Nelle ultime settimane nessuno si è più intrufolato in quell'ammasso di 5 mila metri quadrati, inno all'abbandono: il progetto è congelato. «Queste - dicono dal provveditorato - sono state le indicazioni del Ministero di cui siamo il braccio operativo. Ci siamo fermati». Il ministero, spiegano, vuole attendere e vedere come si chiuderà l'appello. L'apertura del 2017 è quindi sempre più improbabile; le lungaggini della giustizia regalano un sorriso a Saint-Pierre.

CRISTIAN PELLISSIER

St-Vincent: Minoranza sollecita bando affidamento parco-giochi

Per oltre cinquant'anni parco-giochi per bambini e area verde facilmente accessibile agli anziani, i 'giardinetti' di via Conti di Challant a Saint-Vincent versano da tempo in stato di abbandono. Ma peggio ancora è il degrado strutturale dello storico ristorante all'interno dell'area, l'ex 'Pizzeria dei giardini', da anni in disuso dopo diversi e sfortunati cambi di gestione.

“Parco giochi e struttura della pizzeria necessitano di un intervento urgente di recupero”, affermano i consiglieri del gruppo consiliare comunale di minoranza 'Stella Alpina-Union valdotaine'.

L'opposizione propone all'Amministrazione comunale la soluzione per rilanciare l’area anche se in periodo di scarse disponibilità finanziarie; ovvero un bando pubblico “per l’affidamento in concessione a un privato – spiegano in consiglieri di minoranza Ruggero Meneghetti, Maurizio Castiglioni, Florida Fosson, Massimo Martini e Giacinta Merlin, - della gestione dell'ex pizzeria e dell’adiacente parco giochi. Al gestore, cui resteranno gli incassi, spetterà l'onere di riqualificare e mantenere nel modo migliore il bene pubblico con nuove e moderne strutture e impianto di videosorveglianza”.

Possibile il collegamento pedonale Aosta centro-funivia Pila

Nel Luglio 1986 la stazione di Aosta ospito’ un evento enorme per l’epoca ed oggi irripetibile ospitando un’infinita’ di mezzi sia FS che non e tutti funzionanti, si fecero molti treni a vapore, magari un po’ non fedeli alla realta’, e soprattutto una passerella di tutti i mezzi in movimento lungo la stazione in mezzo alla folla, oggi impensabile: ne cito solo alcuni: vapore: 422, 625, 685-Diesel 341, 342, 343, 345, 445-Elettrici: 626, 633, FNM-ferrovie minerarie di Cogne- Aln 663, 668, 772, 990 (tratto da lnx.informatica80.it)

Non tutti i mali vengono per nuocere se anche le cose negative si guardano con l'occhio della positività. Con la chiusura della tratta Aosta-Pré Saint Didier è tornata di grande attualità l'idea che l'assessore comunale di Aosta, Delio Donzel, ha lanciato nel 2011 per collegare un collegamento pedonale, con una spesa assolutamente bassa, il centro di Aosta con la funivia Aosta-Pila ed il centro commerciale Gros Cidac.

Specie di questi tempi si vedono tanti sciatori che si incamminano dal centro Aosta verso il sottopasso, o via Voison, per non dire di coloro che scavalcano la cinta ferroviaria per abbreviare il percorso che devono compiere per raggiungere la cabinovia.

All'epoca, Donzel (nella foto) disse che il problema si potrebbe risolvere realizzando un passaggio pedonale a ovest della stazione, ma forse la soluzione è troppo semplice e per questo poco interessante.

All'epoca dei fatti, infatti, c'era chi progettava di realizzare una sorta di metropolitana. Donzel, invece, con la sua idea, pensava alla realizzazione del passaggio a livello nei pressi di quello che un tempo era lo scalo merci, già allora totalmente in disuso e abbandonato, quindi già fornito di scale e rampe di accesso.

Ora che è chiusa la tratta Aosta-Pres Saint Didier, 'l'Uovo di Donzel' diventa grande attualità e fattibilità.

Potrebbe essere una sorta di indennizzo agli aostani da parte di Ferrovie Italiane che lentamente, ma inesorabilmente, stanno abbandonando la Valle d'Aosta.

Il collegamento non creerebbe infatti disagi al traffico ferroviario in quanto sul tratto interessato non transitano più treni. La realizzazione di un passaggio regolato da tornelli per evitare il transito di moto e motorini, rimedierebbe, in parte, all'insulsa idea di chi decise di abbattere l'antica passerella utilizzata dagli operai della Cogne per recarsi in stabilimento.

Percorrendo circa 150 metri si può raggiungere a piedi il terminal autobus e la stazione ferroviaria, mentre percorrendo 250 metri si arriva in piazza Emilio Chanoux o in via Croix de Ville. Un collegamento, insomma, che favorirebbe il minor utilizzo delle auto. Di più, con la realizzazione del nuovo parcheggio il collegamento pedonale sarebbe davvero utile perché evita il disagio del sottopasso a chi ha problemi di deambulazione o deve trasportare valige, borse e quant'altro.

Che ne pensa la Giunta municipale di Aosta?

STELLA ALPINA

Movimento politico, autonomista e federalista, la "Stella Alpina" ha per finalità la tutela e il rafforzamento dell’Autonomia speciale valdostana, nel contesto di uno Stato Italiano unitario e federale, nella prospettiva di una vera Europa dei popoli.

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NOVEMBRE

mercoledi' 22
ore 9.00 - consiglio regionale
ore 9.00 - consiglio comunale

giovedi' 23
ore 9.00 - consiglio regionale
ore 9.00 - consiglio comunale

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Il deputato On. Rudi Marguerettaz riceve presso la sede della Stella Alpina su appuntamento

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