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Charvensod: Allestite le luminarie 'made in chez-nous'

Dall'Amministrazione guidata da Ronny Borbey, un esempio concreto di come si possa risparmiare denaro pubblico senza rinunciare alle iniziative in favore della comunità

Tagli e Patto di stabilità non ledono lo spirito natalizio a Charvensod, che quest'anno concentra l'allestimento delle luminarie nelle principali frazioni del territorio.

L'Amministrazione comunale punta agli addobbi 'made in Charvensod': “Se avessimo confermato le classiche luminarie lungo le nostre strade – chiarisce il sindaco, Ronny Borbey – avremmo dovuto sostenere una spesa superiore ai 500 euro al giorno per l'affitto di una piattaforma aerea e per il lavoro di un operatore patentato, da quest'anno obbligatoro. Abbiamo così optato per gli alberelli luminosi, ampliando la dotazione di quelli già in nostro possesso”.

Il sindaco esprime un particolare ringraziamento “ai nostri operai Edy, Bruno ed Enzo, per aver realizzato le originali strutture che, integrate dalle luci a led, creano effetti decisamente suggestivi”. Gli alberelli sono stati posizionati nelle frazioni di: Pont-Suaz, Plan-Félinaz, Félinaz, Roulaz, La Girada, Ampaillan, Capoluogo; mentre nel borgo del Capoluogo, che quest'anno tornerà ad ospitare l'evento 'Traditèn', e a Péroulaz sono state posizionate delle luminarie.

“A questo intervento - aggiunge il primo cittadino - si aggiunge la sempre positiva collaborazione con la Comunità 'Esprit à l'Envers' che si è attivata predisponendo l'addobbo esterno del santuario del Pont-Suaz, nonché quella di privati cittadini che hanno incrementato gli addobbi in alcune frazioni”.

Ayas - La minoranza boccia l'operato dell'ex sindaco Giorgio Munari

Una bocciatura sonora quella che il gruppo di opposizione fa all'operato dell'ex sindaco Giorgio Munari, ora presidente della Monterosa Ski. Ma il bilancio negativo dell'operato di Munari non arriva solo dalla minoranza, ma dalla lista che ha appoggiato i candidati di opposizione che afferma "Premesso che spetta alla Regione il potere di nomina del consiglio d'amministrazione di Monterosa S.p.A - detenendone circa l'80% del capitale - e che la nomina ormai è stata effettuata i presenti alla riunione ne prendono atto, riservandosi di valutare in concreto l'operato del consiglio d'amministrazione e del suo presidente in considerazione del ruolo fondamentale che la società ha per l'economia di ben tre vallate (Ayas, Gressoney e Champorcher)"
Per la minoranza non è stato un bel gesto quello di Giorgio Munari che ha scelto la presidenza della Monterosa Ski piuttosto che continuare il suo mandato in Comune: "Per quanto riguarda il Comune esprimiamo invece un giudizio severo nei confronti dell'ormai ex-sindaco Giorgio Munari per aver scambiato la poltrona di Sindaco con quella ben più redditizia di Presidente di Monterosa S.p.A" e non finisce qui : " Un giudizio altrettanto severo riserviamo all'operato dell'ex-sindaco che ricorderemo per la poca propensione al dialogo;
per aver aumentato in modo spropositato le tasse del Comune e per non averle ridotte quando il patto di stabilità lo avrebbe consentito, malgrado i ripetuti solleciti della minoranza;
per aver fatto lievitare il costo dei lavori del centro benessere di Champoluc da 4,5 milioni di euro a 6,5 milioni di euro; inoltre non abbiamo ancora visto quello che la gestione riserverà al Comune;
per aver sprecato risorse comunali per lo studio di un mini-tunnel in Champoluc, dimostratosi irrealizzabile;
per essersi opposto alla proposta della minoranza di ampliare in modo significativo il parcheggio in Antagnod, sotto le scuole in costruzione, ampliamento sicuramente strategico ed irripetibile per l'intero centro storico;
per aver fatto inserire nel piano regolatore un mascherato "condono" edilizio per le case per vacanze;
per aver proposto nel piano regolatore un'area camper all'ingresso di Champoluc, fra l'altro in zona esondabile, quale bel biglietto da visita per il maggior centro turistico del Comune".
Il comunicato si conclude con:" non possiamo rimpiangere l'ex-sindaco Munari e ci auguriamo che la maggioranza, per dignità, non gli consenta di assumere alcun ruolo di regista occulto".
Non pensa minimamente alle dimissioni il gruppo di minoranza ( anche se qualcuno mesi fa aveva fatto un pensierino ndr): "Viene dato infine mandato ai consiglieri di minoranza di continuare a svolgere con responsabilità la loro funzione di controllo e di proposta nell'interesse della comunità, con l'auspicio che la maggioranza sia più dialogante sui temi concreti che riguardano l'intera collettività primi fra tutti il bilancio e la fiscalità locale".

Sonia Marchese

Lavazza - Consiglio comunale straordinario a Verrès

Pubblichiamo l'intervento del gruppo consiliare “Verrès per tutti” durante il consiglio comunale straordinario aperto del 03 dicembre 2015.
I verreziesi e la popolazione dei paesi limitrofi sono letteralmente sotto shock.
Siamo qui attoniti a prendere atto dell’ennesima drammatica situazione che colpisce la Bassa Valle.
La Lavazza storica e solida azienda familiare piemontese rappresenta un canone industriale in cui il capitalismo familiare si abbina alla modernizzazione manageriale e all’internazionalizzazione, ma che dimentica il suo carattere sociale a favore del business estremo.
Un’azienda che percorre il welfare aziendale che investe nella formazione per la crescita professionale che aspira al work life balance dei lavoratori e che sostiene la responsabilità sociale dell’azienda non può annunciare ai lavoratori del suo stabilimento periferico che chiuderà i battenti nel giro di 3 mesi. Un’azienda che è stata accolta a braccia e portafogli aperti, che si è insediata nel nostro territorio 26 anni fa, che è stata sostentamento per tante famiglie valdostane, ma che è stata supportata in molte delle sue fasi aziendali attraverso sostegni finanziari NON può permettersi di prendere una decisione di questo rilevo unilateralmente senza subire delle conseguenze.
Ovvio che la popolazione vociferi che la Lavazza ha preso finché c’era da prendere e ora, che ha constatato che i cordoni della borsa mamma Regione li ha chiusi, chiude i rapporti con il territorio valdostano.

Ancora una volta Verrès è toccato dalla chiusura di una importante azienda nazionale. Prima la Verrès SpA poi la Rivoira ora la Lavazza. Il comparto industriale valdostano perde un’importante azienda e ulteriori 51 posti di lavoro. Pare proprio che oltre a quadrature astrali negative ci siano anche da chiarire le scelte o le mancate scelte fatte in passato.
E’ certo che una verifica politica su questa situazione va fatta, analizzando puntualmente le vicende relative al mancato ampliamento dello Stabilimento Lavazza del 2008, capendo le implicazioni sulla situazione attuale. Prima o poi tutti nodi vengono al pettine.
Dal quadro disastroso che si delinea per la nostra Regione si evince che ancora una volta sono mancate una mirata programmazione delle attività, adeguate strategie di sviluppo e di supporto al tessuto industriale e un attento monitoraggio sulle aziende presenti sul territorio.

Ormai il danno è fatto! Citando un vecchio proverbio, ma sempre attuale, “Inutile chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati.” I buoi qui sono già lontani e oggi non possiamo fare altro che manifestare ai lavoratori, toccati da questa drastica scelta imprenditoriale, il nostro sostegno. Ci impegniamo come amministratori comunali del “Gruppo Verrès per tutti” affinché all’interno dell’amministrazione comunale vengano messe in atto tutte le procedure e attività necessarie per supportare i contribuenti verreziesi che sono stati colpiti da quest’evento e che si trovano a dover fronteggiare comunque impegni fiscali e contributivi.
Invitiamo l’Amministrazione regionale ad attivarsi presso la Lavazza innanzitutto per posticipare la data di chiusura dello stabilimento per dar modo a tutti di reagire ed organizzare efficaci azioni di supporto e sostegno.
L’impegno sarà anche quello di vigilare affinché gli amministratori di tutti i livelli non perdano l’attenzione su questo tema, stimolandoli a:
- favorire la ricollocazione dei lavoratori all’interno della stessa Lavazza anche supportando l’azienda con misure legate al trasferimento dei lavoratori;
- attivare oltre alle misure passive di sostegno al reddito politiche attive volte a promuovere efficacemente il reinserimento rapido e duraturo dei lavoratori;
- individuare nuove strategie di utilizzo dell’area industriale che verrà abbandonata.
Manifestiamo ai lavoratori e alle loro famiglie tutta la nostra solidarietà e confermiamo il nostro impegno a seguire la vicenda con la massima attenzione.

Il Comune a un bivio per gli immobili all'asta "Vendere o intervenire"

Tutti d'accordo: " prezzo stimato è fuori mercato"

0 «quei quattro immobili saranno valorizzati grazie ai privati» vendendoli, oppure «dovremo spendere dei denari per mettere in sicurezza questi beni, qualora li avessimo». Parola dell'assessore comunale al Patrimonio Carlo Marzi, che ha condotto la 4a Commissione Affari generali in visita agli immobili di proprietà comunale nel centro storico, inseriti nel 2014 nel piano delle alienazioni e per cui la vendita all'asta è andata per due volte deserta. Casa Deffeyes in via Croce di città, un rustico in via Malherbes, l'ex opificio di via Gal e un rudere in via Antica zecca, a due passi dalla Porta Praetoria, «non sono messi benissimo, hanno prezzi di perizia un po' fuori mercato e il Comune dovrebbe mettere mano al portafoglio perlomeno per metterli in sicurezza».

Per mettere in sicurezza il solo rustico di via Malherbes, del valore stimato di 212 mila euro, «servirebbero 50 mila euro» ha spiegato Marzi ai consiglieri. «Durante questi mesi, alcuni privati ci hanno fatto delle offerte - ha aggiunto l'assessore - e in alcuni casi le contrattazioni si sono interrotte, per altre si stanno facendo delle valutazioni».

Il Comune potrà procedere a trattativa privata sulla base del valore stimato dalle perizie (usato per la prima asta) e ribassato del 15 per cento (il valore a base d'asta del secondo tentativo di vendita). Per Casa Deffeyes l'importo è di 1 milione 180 mila euro, per l'opificio di via Gal, a fianco del parcheggio della Consolata, è di 133 mila euro, per il rudere di via Antica zecca è di 158 mila euro.

«Se ancora possiamo chiamarli immobili, non penso possiamo chiamarli gioielli di famiglia» ha detto Antonio Crea (Psi). Marzi ha confermato: «Sono il nostro pezzo di pregio tra gli immobili inseriti nel Piano delle alienazioni, ma siamo consapevoli delle loro condizioni e non li abbiamo mai definiti gioielli di famiglia: non vivono la propria primavera, ma probabilmente il proprio autunno».

Sul valore stimato degli immobili c'è stata condivisione trasversale: dalla maggioranza, Vincenzo Caminiti (Uv) ha parlato di «prezzi eccessivi anche quando il mercato era florido, per un capannone che sta crollando di 87 metri quadrati vogliamo 135 mila euro? Non conviene piuttosto darli via a valore simbolico per evitare i costi di manutenzione?». Dalla minoranza, Luca Lotto (M5s) ha pungolato: «A pensar male, aspettiamo che questi edifici versino nelle condizioni odierne per poi andare a svenderli, per fare un'operazione di cassa. Le stesse forze di governo che sono oggi in maggioranza hanno acquisito quei beni, nonostante le disponibilità economiche per farlo, non li hanno recuperati».

Sarre - Possibile Chiusura della Scuola di Chesallet

Pepellin "Stiamo facendo delle valutazioni, non c'è nulla di deciso"
«Stiamo facendo valutazioni in base all'andamento economico e demografico. Ad oggi ci sono otto ragazzi iscritti" così il Sindaco di Sarre Massimo Pepellin in merito alla possibile chiusura della scuola primaria di Chesallet, una questione però ipotetica e in fase di valutazione ed analisi.

"Abbiamo incontrato mercoledì la dirigenza e nel pomeriggio di venerdì i genitori - continua Pepellin - dopodiché faremo una valutazione con gli insegnanti per garantire la funzionalità del servizio. Ad oggi, con solo otto ragazzi la prima è difficile da far decollare. Bisogna fare i conti con la realtà, anche quella economica della Regione. Stiamo valutando tutte le opzioni possibili e comunque tutte le decisioni verranno prese con la direzione didattica. È un problema all'ordine del giorno per la Giunta". In effetti, per legge, una classe può partire se dispone di dieci alunni. La consistenza numerica dei ragazzi per classe è disciplinata dal Decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, al quale si fa riferimento annualmente nella circolare ministeriale sulla consistenza della dotazione organica per ogni scuola di diverso ordine e grado. In base alla normativa vigente `Nelle scuole e nelle sezioni staccate funzionanti nei comuni montani, nelle piccole isole e nelle aree geografiche abitate da minoranze linguistiche possono essere costituite classi, per ciascun anno di corso, con un numero di alunni inferiore al numero minimo previsto (15) e comunque non inferiore a 10 alunni. Le pluriclassi sono costituite da non meno di 8 e non più di 18 alunni".

Un problema il numero di iscritti quindi non indifferente come conferma la Dirigente dell'Istituzione Scolastica Gabriella Sottile.

"Con l'amministrazione comunale abbiamo fatto il punto della situazione e ragionato sui numeri di oggi e quelli per gli anni successivi. Abbiamo preso in esame diverse possibilità. Le iscrizioni sono state limitate dall'amministrazione precedente proprio perché la struttura dell'edificio non consente grandi classi, la massima capienza dell'aula più grande è di 14 ragazzi. Gli iscritti per il prossimo anno sono otto, per quello successivo ne ipotizziamo dodici e sei per l'anno ancora dopo. Come scuola non possiamo formare quindi una classe, vedremo con i genitori dei bambini che dovranno essere iscritti come affrontare la situazione".

Giovanni Pellizzeri

Aosta, rinnovata la gestione fino al 2018 del Teatro Giacosa e del Bar du Théâtre

La gestione delle due strutture era scaduta nei mesi scorsi. Nel 2018 il Comune farà un bando pubblico con l'obiettivo di arrivare ad un'unica gestione.

Il Teatro Giacosa e il Café du Théâtre di Aosta continueranno la propria attività almeno fino al 31 agosto 2018. La decisione arriva dalla Giunta comunale di Aosta che ieri ha da una parte rinnovato l'affido della gestione in concessione del teatro alla cooperativa Dreamlight, scaduta nel giugno scorso, e dall’altra ha trovato un accordo con la società “CSM” di Moustafà Moutazzaki, affittuario fino al settembre scorso del bar sotto i portici del Municipio di Aosta.

“Per il bar siamo passati da una locazione alla concessione, la stessa formula contrattuale del Giacosa, raccordando le scadenze delle due strutture e soprattutto abbiamo garantito l’apertura, evitando al Comune degli esborsi economici in un momento così delicato” spiega l’Assessore al Bilancio di Aosta, Carlo Marzi.
L’amministrazione comunale avrebbe, infatti, dovuto versare alla società di Moutazzaki, in ragione della disdetta del contratto di locazione, l’indennità di avviamento, pari ad almeno 18 mensilità, una sorta di indennizzo a cui l’inquilino ha diritto per la perdita dell’avviamento commerciale.

Dopo una serie di incontri l'accordo trovato prevede che la società rinunci all’indennità, ottenendo in cambio il canone interamente compensato da qui al 31 agosto 2018 mentre il Comune a fine del contratto acquisirà gratuitamente tutti gli arredi.

Quadra sugli arredi, pari a 130mila euro circa, che non è stata invece trovata per il Giacosa. Il Comune infatti ha rimandato ogni decisione al 2018. I termini della concessione alla Dreamlight restano gli stessi degli ultimi due anni: il Comune incasserà il 10% degli incassi fino a 50mila euro, il 12% tra 50 e 100mila e il 15% nel caso si vada oltre i 100mila euro. L'Amministrazione comunale, inoltre, potrà erogare un contributo massimo di 6.500 euro a parziale copertura delle spese annue effettivamente sostenute relative alle utenze.

Per il futuro l’obiettivo del Comune è di arrivare ad una gestione univoca dei due locali. “Faremo un bando pubblico - conclude Marzi - sollecitando la società civile a farci delle proposte sulla gestione o sulla valorizzazione di questi due immobili di pregio del nostro patrimonio".

di Silvia Savoye

Charvensod - Rifunzionalizzazione del Plesso Scolastico

La fase operativa la prossima settimana
La prossima settimana, l'Amministrazione comunale di Charvensod passerà finalmente alla fase operativa della rifunzionalizzazione dei plesso scolastico del Capoluogo. Per condividere anche questo passaggio con i propri concittadini, il Sindaco Ronny Borbey ha voluto organizzare un incontro pubblico martedì 17 novembre nella sala consiliare del Municipio. L'incontro è stato senza alcun dubbio molto positivo, alla presenza di circa trenta persone tra insegnati, genitori e cittadini - ha commentato Borbey - i progettisti hanno fatto una panoramica generale sull'edificio e sulla sua costruzione. Questo appuntamento è solo un punto di partenza, tanti altri saranno programmati, ovviamente in vari ambiti, come ad esempio in materia di bilancio. Ë chiara l'intenzione da parte di questa amministrazione, di favorire aperti confronti tra decisori e fruitori di servizi" La gara di appalto con un importo di quasi 2 milioni e mezzo di euro, scadrà lunedì 23 novembre. Il giorno dopo si riunirà la commissione per l'apertura delle buste, con il criterio di aggiudicazione a offerta economicamente più vantaggiosa. I lavori consisteranno nella demolizione dell'edificio scolastico esistente e nella realizzazione di un nuovo fabbricato. Le risorse economiche complessive provengono per un milione e duecentomila euro dalle casse comunali, seicentomila euro sono stati concessi dall'Amministrazione regionale per gli interventi di edilizia scolastica, trecento quarantasettemila dal progetto "Zero Spaccato" e duecentomila sono stati erogati dalla Protezione Civile nazionale.

M. G.

Agli aostani piace l'acqua del sindaco

Inaugurata la terza struttura, in viale della Pace; dal luglio 2014 ad oggi sono state riempite quasi 154 mila bottiglie; soddisfatto l'assessore comunale all'Ambiente, Delio Donzel

Le due Case dell'Acqua di Aosta hanno fornito, dal luglio 2014, 230.612 litri di acqua, pari a 153.741 bottiglie in plastica da 1 litro e mezzo risparmiate. Il positivo dato è stato fornito oggi, venerdì 13 novembre, dall'assessore all'Ambiente del Comune di Aosta, Delio Donzel, durante l'inaugurazione della terza struttura, in viale della Pace. Le altre Case dell'acqua sono in via Clavalité e nell'ex Area Ferrando vicino alla Questura.

All'inaugurazione hanno partecipato il sindaco, Fulvio Centoz, gli assessori comunali Andrea Parone Marco Sorbara nonché Jean Louis Quendoz, titolare dell'azienda che ha realizzato l'opera, senza alcun contributo economico da parte del Comune.

“Sino ad oggi l'allestimento delle Case dell'acqua ad Aosta è costato complessivamente 150 mila euro - ha spiegato Quendoz – ma siamo lieti di partecipare alle buone pratiche di politica ambientale avviate dall'Amministrazione aostana”.

“Il costo di un litro d'acqua è di 5centesimi – ha sottolineato l'assessore Donzel – ma l'erogazione può avvenire a 'carichi' da mezzo litro alla volta, per riempire bottiglie piccole e grandi con comodità e senza sprecare acqua. Si può pagare sia con monete che tramite una tessera ricaricabile acquistabile alle isole ecologiche di via Caduti del Lavoro e del Montfleury o negli uffici della ditta Quendoz, nella sede di Jovençan”.

Quendoz ha sottolineato che “la buona qualità dell'acqua erogata è periodicamente confermata dai risultati delle analisi microbiologiche e chimico-fisiche a cura del laboratorio accreditato Ecogeo di Quart”. La gestione delle Case dell'Acqua di Aosta è svolta dall'azienda lombarda Skr-drikatering srl, con esperienza trentennale nel settore.

A marzo il nuovo appalto distribuzione del gas metano in Valle

Il futuro gestore dovrà versare una quota sul venduto ai singoli Comuni per la concessione del servizio stesso. Tutti i comuni devono però aderire alla convenzione

“Vogliamo nel breve periodo far rete con tutti i 74 Comuni della Valle oltre ai 36 che hanno già manifestato interesse al servizio di distribuzione del gas metano”. Delio Donzel, assessore alla’Ambiente del Comune di Aosta che è capofila del progetto per la ‘metanizzazione’ della Valle d’Aosta, gli esiti dell’incontro dei giorni scorsi al quale hanno preso parte il Sindaco di Aosta, Delio Donzel, il dirigente del Comune di Aosta, Marco Framarin, ed alcuni consulenti.

Presenti i sindaci è stata definita il crono programma per giunge all’11 marzo data del nuovo bando. “Anche se non tutti i Comuni sono allacciati alla rete – spiega Donzel - con il tempo i gestori futuri potranno migliorare la stessa rete raggiungendo le località non servite ma è necessario che tutti siano convenzionati”.

Donzel sottolinea la novità: “Il futuro gestore dovrà versare una quota sul venduto ai singoli Comuni per la concessione del servizio stesso”. Ovvero, i Comuni incasseranno dal gestore un aggio sul consumi di metano nel territorio comunale.

fr.gu

Cogne, il Comune invita i cittadini a rendere "più bello e accogliente il paese"

La principale fonte economica, ricorda la Giunta, è, infatti, il turismo che garantisce il mantenimento di "alcuni servizi essenziali (es. poste, farmacia, cinema, ecc.), evitando continui spostamenti verso Aosta".

Tutti i cittadini devono impegnarsi per dare l'immagine di un paese ordinato, bello e accogliente. E' l'invito arrivato dall'Amministrazione comunale ai cognein attraverso una lettera. "Ognuno, nel suo piccolo deve procedere con il riordino e l'eventuale bonifica delle situazioni di disordine più vicine". La principale fonte economica, ricorda la Giunta, è, infatti, il turismo che garantisce il mantenimento di "alcuni servizi essenziali (es. poste, farmacia, cinema, ecc.), evitando continui spostamenti verso Aosta".

Il Comune di Cogne è in buona parte ricompreso nel territorio del Parco Nazionale più antico d’Italia, inoltre il territorio comunale è interessato da diversi siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale.

"La comunità dei Cognein ha, pertanto, nelle sue mani un’importante ricchezza ambientale; è dunque responsabilità comune quella di gestirla e conservarla al meglio" si legge in una nota del Comune di Cogne.

L'appello è rivolto anche a chi "svolge attività non prettamente legate al turismo" che "deve essere cosciente che, anche se non direttamente, i benefici delle floridità economica data dal turismo arrivano anche a loro. Dunque, è importante impegnarsi perché Cogne e la sua valle siano appetibili al turismo e il turismo a cui qui si fa riferimento è un turismo “sostenibile".

STELLA ALPINA

Movimento politico, autonomista e federalista, la "Stella Alpina" ha per finalità la tutela e il rafforzamento dell’Autonomia speciale valdostana, nel contesto di uno Stato Italiano unitario e federale, nella prospettiva di una vera Europa dei popoli.

AGENDA

GIUGNO

venerdì 16
ore 18.30 - Direttivo Sezione Aosta

martedì 20
ore 9.00 - Consiglio regionale

mercoledì 21
ore 9.00 - Consiglio comunale
ore 9.00 - Consiglio regionale

giovedì 22
ore 9.00 - Consiglio comunale

Adesioni alla Stella Alpina

L'adesione alla "Stella Alpina" avviene con una sottoscrizione di impegno a rispettare i contenuti dello Statuto.

Le domande di prima adesione devono essere presentate alla Sezione del Comune di residenza o di domicilio oppure presso la sede del Movimento - Via Monte Pasubio, 40 - Aosta.

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Movimento Politico Stella Alpina

  • Via Monte Pasubio, 40 11100 Aosta
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Il deputato On. Rudi Marguerettaz riceve presso la sede della Stella Alpina su appuntamento

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