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Sarre apre la strada valdostana al 'baratto amministrativo'

Se i cittadini non riescono a pagare le tasse o le multe perchè non hanno soldi a sufficienza, e per lo stesso motivo i Comuni non riescono a garantire tutti i servizi, la soluzione è unire le forze e 'barattarle'.

E' questo lo scopo del 'baratto amministrativo', nuova forma di rapporto economico-sociale tra gli enti locali e la popolazione che sta prendendo forma in molte città italiane, il cui regolamento è stato presentato oggi, giovedì 17 marzo, nella sala del Consiglio comunale di Sarre.

'Patto sociale' tra cittadini e istituzioni.

All'incontro dal tema 'Cittadini e Amministrazione - insieme si può', organizzato dal Consorzio degli enti locali valdostani (Celva-Cpel) e dalla Fondazione Comunitaria della Valle d'Aosta, hanno preso parte molti sindaci valdostani e i vertici dell'Azienda pubblici servizi-Aps di Aosta.

All'evento, moderato da Ronny Borbey, sindaco di Charvensod e responsabile del 'Dipartimento Scuola, cultura e inclusione sociale' del Celva-Cpel hanno preso parte il presidente del Consorzio, Franco Manes; Luigino Vallet, presidente della Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta; Massimo Pepellin, sindaco di Sarre e Daniela Ciaffi, referente del Consiglio direttivo dell'Associazione Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà, ideatrice del regolamento del 'baratto amministrativo'.

“L’obiettivo dell’iniziativa -ha spiegato Borbey - è promuovere il dibattito fra cittadini, amministratori, segretari comunali e associazioni di volontariato presenti sul territorio sul tema dell'amministrazione condivisa, quale nuova modalità di partecipazione attiva alla vita pubblica”.

Un regolamento a misura di cittadino

Nel corso dell’incontro è stato presentato il regolamento dell’Associazione Labsus, scaricabile gratuitamente dal sito web www.labsus.org/scarica-regolamento/, come esempio efficace per normare e coordinare, da parte di un’amministrazione locale, l’impegno dei cittadini nella gestione dei beni pubblici come forma di 'pagamento' dei tributi comunali.

L'Associazione Labsus ha lavorato per anni con alcuni importanti Comuni italiani (Bologna, Trento, Siena, L’Aquila, Bari) alla stesura del “Regolamento sulla collaborazione fra cittadini e amministrazione per la cura dei beni comuni urbani" che traduce a livello amministrativo il principio costituzionale di sussidiarietà.

“A fronte di una costante diminuzione di risorse a disposizione – ha spiegato Ciaffi - per gli enti locali è sempre più complesso garantire i servizi ai propri cittadini; una soluzione possibile è allora perseguire la strada offerta dall’articolo 118 della Costituzione, che introduce il principio di 'sussidiarietà orizzontale', ovvero una forma diversa di 'sostegno' da parte dei cittadini alla spesa pubblica”.

Beni 'comuni' nel vero senso della parola

Il dettato costituzionale delinea infatti un nuovo modello di amministrazione con il quale condividere la gestione dei 'beni comuni', ovvero, ha spiegato Ciaffi, “beni che se arricchiti arricchiscono tutti, se impoveriti impoveriscono tutti”.

“L'esecuzione di lavori utili alla collettività per ottenere uno sconto sulle tasse locali – ha commentato Manes – è un concetto innovativo rilancia la cittadinanza attiva e di cui i comuni di montagna, dove il rapporto diretto cittadini-amministrazione è vissuto quotidianamente, dovrebbero dotarsi senza indugio”. Fondazione Comunitaria VdA lavora attivamente con Labsus “per l'introduzione in Valle del baratto amministrativo – ha ribadito Luigino Vallet - che permette di promuovere una sorta di scambio virtuoso: lo sconto sul pagamento o addirittura l'esenzione di una tassa locale o un altro debito con le casse municipali, come ad esempio una vecchia multa, in cambio di un impegno concreto per migliorare il territorio, come la pulizia del parco comunale o la piccola manutenzione della scuola elementare”.

p.g

Aosta: La raccolta rifiuti all’esame dell’Osservatorio comunale

“Abbiamo mantenuto fede ad un impegno che ci eravamo assunti in Consiglio comunale e ora vogliamo ridare forza e continuità all’Osservatorio comunale sui rifiuti senza per questo creare doppioni con quello regionale che ha ben altre competenze e situazioni da valutare”. Delio Donzel, assessore all’Ambiente del Comune di Aosta, commenta così la convocazione dell’Osservatorio comunale che si riunirà mercoledì 16 marzo alle ore 8,30.

Che questa volta si facciano le cose in modo serio e con durata nel tempo lo dimostra il fatto che all’ordine del giorno figura l’esame della proposta di regolamento. Nel corso della riunione l’ingegner Marco Framarin e Jean-Louis Quendoz dell’omonima azienda che si è aggiudicata il servizio di nettezza e igiene urbana, illustrano lo stato dell’arte della raccolta differenziata dei rifiuti nel comune di Aosta.

Dell’attività dell’Osservatorio se ne era occupato il Consiglio comunale di Aosta quando nel mese di luglio 2015 approvò una mozione dell’opposizione, prima firmataria Carola Carpinello di (L’Altra VdA.

Proprio a quella mozione l’assessore Donzel propose un’ emendamento con il quale il Consiglio deliberò di “reinserire nel nuovo Regolamento Comunale di Raccolta Rifiuti ed Igiene Urbana l’istituzione dell’Osservatorio Comunale sui rifiuti, invitandolo a riconsiderare la composizione comprendendo le molte parti in causa e a farne strumento periodico”.

 

"La Casa Rossa? Non ci interessa piu"

Addio sogni di gloria. Alla rappresentante del Movimento 5 Stelle Patrizia Pradelli che gli poneva una serie di domande sulla Casa Motta, più nota come «Casa rossa», che nei piani delle passate amministrazioni del Comune di Aosta doveva essere acquistata e poi abbattuta per completare la pedonalizzazione dell'area dell'Arco d'Augusto, l'assessore all'Urbanistica Delio Donzel ha risposto con poche parole: «No, non compriamo né compreremo la Casa rossa». E stata la parola «fine» del Consiglio comunale di mercoledì, poco dopo la mezzanotte, e l'epitaffio di una vicenda che prosegue da un decennio.

II progetto
L'obiettivo del Comune era acquisire l'edificio e abbatterlo, per costruire una rotonda alla francese in piazza Vuillermin, nell'incrocio tra corso Ivrea, via Mont Emilius e via Mont Vélan. Era prevista anche la costruzione di un parcheggio sotterraneo per i residenti e l'intera riqualificazione della zona, con la
chiusura al traffico del vecchio Ponte di pietra e lo spostamento delle auto sul nuovo - e contestato - «ponte bianco», con la pedonalizzazione dell'Arco d'Augusto. Prima i dubbi su una perizia giudicata troppo alta, con Casa Motta stimata in un milione 625 mila euro; poi i vincoli del Patto di stabilità; infine il bilancio ridotto all'osso: il progetto per la zona c'è e vale 2 milioni 500 mila euro, ma rimarrà in un cassetto ancora a lungo.
La Casa Motta, divisa tra 4 proprietari, fu sottoposta nel 2012 a una perizia che la valutò un milione 625 mila euro. Il suo acquisto e abbattimento era ricompreso negli «assi» finanziati con i fondi regionali per Aosta capitale; il Comune avrebbe dovuto aggiungere i soldi per i lavori stradali e il completamento della pedonalizzazione. Dopo una pedonalizzazione provvisoria durata pochi giorni nel 2007, la pedonalizzazione dell'Arco d'Augusto era definita «prioritaria» nel 2011 dalla giunta Giordano ed è inserita nel programma di governo della giunta Centoz.
[A. MAN.]

Aosta, lo stop al fumo diventa realtà

Definita la mappa delle aree «smoke free» nel capoluogo
Unico astenuto il vicepresidente Andrione. Ora manca solo l'ordinanza del sindaco

Il divieto di fumo in alcune aree all'aperto della città di Aosta è realtà. Dopo la stretta del ministero nelle aree di pertinenza degli ospedali, questa volta è toccato al Consiglio comunale, nella sua seduta di mercoledì, fissare alcune aree in cui si applicherà, anche all'esterno degli edifici, la legge Sirchia sul divieto di fumo, con le relative sanzioni che vanno da 25 a 250 euro, da raddoppiare in presenza di minori o donne incinte.

«Non è una crociata»
Un anno fa, a marzo 2015, l'iniziativa aveva spaccato il Consiglio comunale con un voto finito sedici a dodici; il sindaco Bruno Giordano, in carica fino a maggio, non aveva mai emesso l'ordinanza. Questa volta, nel voto su 27 consiglieri presenti il solo astenuto è stato il vicepresidente - fumatore - Etienne Andrione (Uvp). «Questo divieto non vuole essere una crociata contro il fumo - ha sostenuto Paolo Fedi (Alpe), promotore dell'ordinanza già nella scorsa consiliatura -. Deve essere praticabile, attuabile. È assurdo fare ordinanze che non possono essere rispettate, per questo abbiamo individuato alcune zone facilmente riconoscibili, in parte perché già recintate, in parte davanti alle scuole, subito all'esterno del portone d'uscita».

L'assessore all'Ambiente Delio Donzel, che con il dirigente Marco Framarin ha redatto il testo, ha spiegato: «Dovremmo essere arrivati alla fine di questa lunga gestazione». Rispetto all'ordinanza approvata lo scorso anno, il Consiglio ha «sforbiciato pesantemente» sia sul numero delle aree, sia sui casi in cui fare le multe. Nel testo arrivato in aula mercoledì era ancora presente il divieto in caso di manifestazioni e assembramenti di persone, che però sarebbe stato quasi inattuabile in occasioni come la Fiera di Sant'Orso e per questo è stato eliminato.

I luoghi interessati
Sarà vietato fumare, appena il sindaco Fulvio Centoz firmerà la relativa ordinanza, nei nuovi giardinetti di piazza Bruno Salvadori davanti alla chiesetta di Saint-Martin; nell'area giochi del parco Saumont; nel parco di via Grand Eyvia; ai giardinetti di via Aurora Vuillerminaz al quartiere Cogne; nell'area gioco del giardino di via XXVI Febbraio vicino alla sede Telecom; nel parco giochi del quartiere Dora; nel parco giochi di Signayes; nell'area Becco di corso SaintMartin-de-Corléans; nei giardini pubblici della stazione, in viale Conseil des Commis. Sarà vietato fumare anche nelle zone di ingresso e uscita delle scuole, di ogni ordine e grado.

ALESSANDRO MANO

 

Aosta: Marzi, 'Per far tornare i conti taglieremo servizi individuali'

Al Comune di Aosta mancano circa tre milioni di euro per chiudere in pareggio il bilancio 2016 e l'assessore alle Finanze corre ai ripari cercando i soldi nelle tasche dei cittadini e tagliando i servizi individuali. I trasferimenti da parte della Regione quest'anno saranno ridotti di 1 milione e 900 mila euro, a causa della contrazione del gettito Irpef e per lo sforamento del Patto di stabilità, che ha determinato sanzioni. A questo si aggiunge il blocco delle tasse imposto dalla Finanziaria nazionale, che determinerà minori introiti per circa un milione di euro rispetto al già risicato 2015.

“Stando così le cose – spiega Marzi – sulla carta le minori entrate sono sensibili, ma contiamo di rimediare almeno parzialmente incrementando le entrate extratributarie, come gli affitti, le vendite e gli utili delle società partecipate, nonché tagliando sui servizi da noi gestiti a domanda individuale quali refezioni, asili nido, garderie e impianti sportivi. Ma adesso è ancora presto per fare delle cifre”.

Lo stato comatoso delle casse comunali è stato l'argomento della prima riunione, mercoledì scorso, del Tavolo tecnico-finanziario del Consiglio comunale di Aosta, che per la chiarezza dei dati diffusi e l'impronta realistica sui problemi da affrontare ha soddisfatto soprattutto i consiglieri di opposizione che ne fanno parte.

Il gruppo di lavoro è composto dai membri della Quarta commissione consiliare 'Affari generali', Antonio Crea (Pd), Josette Borre (Uv), Jeannette Migliorin (Stella Alpina), Nicola Prettico (Uv), Carola Carpinello (L'Altra VdA) e Nicoletta Spelgatti (Lega Nord), oltre ai delegati di minoranza e maggioranza Etienne Andrione (Uvp) e Vincenzo Caminiti (Uv).

Ai consiglieri Marzi ha relazionato sullo stato delle casse comunali. “L'avvio del Tavolo tecnico – commenta l'assessore - costituisce il primo, positivo passo condiviso verso la redazione del bilancio previsionale”.

Infatti, secondo Etienne Andrione, “questo primo confronto è stato piuttosto soddisfacente, anche perchè finalmente possiamo contare su un confronto preventivo prima della redazione del Bilancio, e non a giochi ormai fatti”.

Donzel, ‘Il Comune non apre ristoranti né attività commerciali’

E’ determinato Delio Donzel, assessore all’Urbanistica del Comune di Aosta a dare una lettura diversa da quella data dal Movimento 5 Stella , circa la ristrutturazione dell’immobile Le Arate di Plot che da piazza della Repubblica si sviluppa, verso nord, lungo via Monte Solarolo.

“Il Comune – spiega Donzel – non apre ristoranti né attività commerciali ma è impegnato a valorizzare gli edifici storici comunali”. Donzel replica al Movimento 6 Stelle che “Il project financing è un ottimo sistema che permette di affidare gli immobili comunali a privati onde provvedere alla loro ristrutturazione, ma non quando questo va a concorrere con attività commerciali già esistenti. Senza contare che il tutto verrebbe promosso dal Comune di Aosta”. Evidenziano ancora i consiglieri di opposizione: “In questo modo non aiutiamo le aziende del centro cittadino, ma li si mette di fronte ad una ulteriore concorrenza, per di più scorretta perché pubblica”.

“C’è chi si sveglia adesso – replica duro Donzel - ma è da tempo che l’amministrazione ha l’obbiettivo di recuperare e valorizzare uno stabile di proprietà comunale meglio conosciuto come Le Arcate del Plot una struttura di circa 200 anni”.

La struttura è attualmente in disuso quasi totale ed è stata inclusa nel piano urbanistico di dettaglio ‘Polo universitario e zone limitrofe’ approvato dal consiglio comunale il 13 maggio 2010.

Successivamente la Giunta comunale con delibera n. 45 del 27 marzo 2014 inserì tale intervento di recupero tra gli obbiettivi strategici per l’anno 2014 con ricorso alla finanza di progetto, il project financing, con la compartecipazione del privato, dopo l’approvazione della delibera e’ pervenuta una sola proposta in tal senso da parte della società Copaco di Aosta.

“In questi momenti di difficoltà economica commenta Donzel – dsarebbe da irresponsabile perdere un’occasione come quella che ci è stata presentata dal Copaco”.

Aosta, Sarre e Saint-Pierre creano il corpo associato di Polizia Locale

La Centrale Operativa del Corpo associato garantisce la reperibilità telefonica nella fascia oraria di copertura del servizio, sette giorni su sette e dalle ore 7.00 alle ore 21.00 e i giorni e orari di apertura al pubblico sono individuati dal Comune capofila sentita la Conferenza dei Sindaci

Un corpo di Polizia Locale per tre comuni: è il frutto della convenzione siglata oggi tra i sindaci di Aosta, Saint Pierre e Sarre. Oltre all’espletamento in modo coordinato delle funzioni e dei servizi di polizia locale, la convenzione consentirà di favorite l’avvio di politiche per la sicurezza dei cittadini, ottimizzando le risorse umane e strumentali a disposizione e che prevede l’impiego di 54 agenti: 48 di Aosta, 3 di Sarre e 3 Saint-Pierre.

Il Corpo associato, tra l’altro, svolge tutte le funzioni attinenti alla polizia stradale, alle funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza, alla polizia giudiziaria, alle attività di prevenzione e repressione degli illeciti amministrativi derivanti dalla violazione di leggi, regolamenti e provvedimenti statali, regionali e locali, alle attività di protezione civile, alla rappresentanza servizi d’onore di vigilanza e di scorta, oltre ad ogni altra materia la cui funzione di polizia sia demandata da leggi o regolamenti al comune o direttamente alla polizia locale.

“Alla luce della positiva esperienza precedente diamo avvio a questo nuovo sodalizio, in cui entra Saint-Pierre, con l’auspicio che vi aderiscano nel tempo altri comuni limitrofi – dichiarano i Sindaci firmatari – E’ un accordo che rinnova una collaborazione importante e garantisce servizi efficienti per la popolazione dal punto di vista della sicurezza e della prevenzione sul territorio”.

Aosta: Semplificata occupazione suolo pubblico

Via libera della Quarta commissione 'Affari istituzionali' del Comune di Aosta alle modifiche che semplificano le richieste di occupazione del suolo pubblico da parte di imprese edili, commercianti ambulanti e organizzatori di eventi.

Mercoledì 17 febbraio, la commissione presieduta da Antonino Crea (Pd), ha approvato, con tre voti a favore (consiglieri di maggioranza) e due contrari (L'Altra VdA e Lega Nord), sei modifiche al regolamento per l'applicazione del canone di occupazione spazi e aree pubbliche, che rendono più avegole,a chi è in regola con i pagamenti del canone, richiedere e ottenere le autorizzazioni all'allestimento di cantieri, tensostrutture e dehors per brevi e medi periodi.

“L'assessore alle Finanze, Carlo Marzi – spiega Crea – ha illustrato le proposte di eliminare alcuni paletti burocratici che rendevano più farraginose le pratiche per ottenere le autorizzazioni”.

In particolare, sarà solo un solo ufficio, il Servizio edilizia, a occuparsi dei documenti e delle richieste da depositare in Comune, il che permetterà alle imprese e agli esercenti di preparare meno documenti e di spendere meno in marche da bollo. Chi non è in regola con i pagamenti arretrati del canone, potrà richiedere nuove autorizzazioni solo dopo aver saldato la morosità; sara però possibile, ai primi richiedenti o a chi ha sempre pagato il canone puntualmente, richiedere la rateizzazione delle quote.

Contro le modifiche hanno votato i consiglieri commissari Carola Carpinello (L'Altra Valle d'Aosta) e Nicoletta Spelgatti (Lega Nord), sostenendo che in realtà “facilitare l'occupazione di suolo pubblico con le rateizzazioni del canone e impedirla a chi si è trovato in difficoltà economica favorisce le imprese ma penalizza i commercianti e i ristoratori già attanagliati dalla crisi, che faticano a pagare il canone dei dehors e rischiano, l'estate prossima, di ritrovarsi con più cantieri aperti nel centro storico”.

Aosta, “via libera” alla candidatura a Città Europea dello Sport 2017

Aosta correrà per uno dei quattro posti disponibili messi in palio da Aces Italia assieme a Pesaro, Catania, Vicenza, Forlì, San Benedetto del Tronto, Cagliari e Foligno.
Marzi: "Poche città hanno il curriculum sportivo e gli impianti che abbiamo noi".

Con il 'via libera' arrivato in I Commissione consiliare questo pomeriggio, con voto unanime, Aosta si candida ufficialmente a 'Città Europea dello Sport 2017'.
Un atto sul quale l'amministrazione ha giocato d'anticipo – l'idea della candidatura era preventivata per il 2018 – ed ora dovrà produrre un dossier, da presentare entro fine marzo alla delegazione di Aces Italia (La Federazione delle Capitali e delle Città Europee dello Sport), sul quale il Comune è già al lavoro.

L'occasione, che vedrà Aosta correre per uno dei quattro posti disponibili, ha una concorrenza accesa (Pesaro, Catania, Vicenza, Forlì, San Benedetto del Tronto, Cagliari e Foligno), ma che non spaventa l'assessore con delega allo Sport Carlo Marzi che può contare anche su diverse collaborazioni interistituzionali per spingere il Capoluogo regionale verso l'obiettivo: “Qui non candidiamo il Comune di Aosta – ha spiegati Marzi – ma tutto ciò che di sportivo avviene sul territorio della città di Aosta che è contemperata di sport. A volte non ce ne rendiamo conto perché la viviamo quotidianamente e lo consideriamo normale, ma se pensiamo ai numeri dell'associazionismo, del volontariato, degli impianti presenti e del numero di persone che praticano sport Aosta ci rendiamo conto della fotografia che ci si presenta. Giovanni Malagò stesso (Presidente del CONI) disse che la Valle d'Aosta è l'orgoglio dell'Italia dal punto di vista sportivo. La difficoltà sarà sintetizzare la nostra storia e le nostre proposte in un documento snello e convincente”.

Dossier sul quale l'Ufficio dello Sport del Comune è già al lavoro per la raccolta dati, in stretta collaborazione con il CONI e coinvolgendo anche l'Università della Valle d'Aosta (attraverso il Professor Paolo Gheda, storico del Dipartimento di Scienze Economiche e Politiche); il Dottor Guido Giardini, Presidente della Società Italiana di Medicina di Montagna ed il Professor Alessandro Celi, Presidente della Fondazione Chanoux, e che verrà poi valutato in loco da un comitato di valutazione indipendente selezionato da Aces, con tre sopralluoghi in altrettanti impianti sportivi (uno selezionato da Aces e due dal Comune).
Il costo della candidatura è di 1200 euro, e della firma del regolamento, e prevede che la città trovi un massimo di quattro sponsor privati disposti ad un esborso, per la promozione, di 5000 euro complessivi. L'eventuale premiazione è invece prevista per l'autunno 2016.

“Abbiamo preso questa candidatura come un'opportunità – ha concluso Marzi – e sono sicuro che tutti noi facciamo tifo per Aosta. Secondo me poche città in Italia hanno il curriculum sportivo che abbiamo noi, basti pensare che abbiamo il numero di sportivi in media più alto di del Paese, ed è importante provare a giocarsi la partita fino in fondo”.

di Luca Ventrice

Centro profughi nell’ex hotel, stop al progetto

Il ministero: sospendete le pratiche per il “Lanterna” di St-Pierre
L’ex hotel «Lanterna» di Saint-Pierre, abbandonato da oltre vent’anni

«Il Ministero ci ha detto di sospendere tutte le pratiche, nell'attesa che si concludano gli aspetti giudiziari». La notizia arriva dal Provveditorato interregionale per le opere pubbliche, ovvero l'ente incaricato dal Ministero dell'Interno di occuparsi dei progetti e degli appalti per il recupero dell'ex hotel Lanterna di Saint-Pierre, in disuso da più di 20 anni. Il governo vuole trasformarlo in un hub per l'accoglienza dei migranti; ne potrebbe ospitare dai 200 ai 400.

L'obiettivo era fare in fretta, per aprire nel 2017. Ci sono già le planimetrie e sono stati elaborati i progetti; tutto lavoro svolto dal Provveditorato. Quando in Valle si è diffusa la notizia, alla fine del 2015, si è levato un coro di «no»: dal Comune alla Regione hanno tutti preso posizione. Lo fece anche Rudy Margueretaz, con un'interrogazione in Parlamento. L'onorevole valdostano faceva riferimento anche alla proprietà dell'immobile: per la Valle il «Lanterna» è della Regione, per lo Stato è del ministero e lo confermò rispondendo a Marguerettaz il sottosegretario Domenico Manzione: «Il ministero rimane l'unico titolare». Questo in attesa che i giudici facciano chiarezza. Perché se è vero che nel 2014 il Tribunale di Torino ha stabilito che l'immobile è della Regione, è anche vero che il ministero dell'Interno ha presentato un appello il cui esito non è scontato.

Intervenendo sulla vicenda il presidente Augusto Rollandin era stato chiaro: «E' nostro l’ex hotel, il ministero non lo può utilizzare». Concetto che l'ufficio legale ha trasformato in linguaggio giuridico e ribadito via lettera al ministero. «Noi non sappiamo nulla, non abbiamo novità» diceva amareggiato due giorni fa il sindaco Lavy, «Il ministero non ci include neppure "per conoscenza" nelle sue comunicazioni». E a Saint-Pierre le parole di Rollandin avevano rassicurato fino a un certo punto. Anche perché nell’ex hotel qualcosa si muoveva. «A metà gennaio - racconta Lavy - sono venuti dei professionisti, mandati dal Provveditorato, a fare rilievi e misurazioni». Li hanno visti in tanti.

Nelle ultime settimane nessuno si è più intrufolato in quell'ammasso di 5 mila metri quadrati, inno all'abbandono: il progetto è congelato. «Queste - dicono dal provveditorato - sono state le indicazioni del Ministero di cui siamo il braccio operativo. Ci siamo fermati». Il ministero, spiegano, vuole attendere e vedere come si chiuderà l'appello. L'apertura del 2017 è quindi sempre più improbabile; le lungaggini della giustizia regalano un sorriso a Saint-Pierre.

CRISTIAN PELLISSIER

STELLA ALPINA

Movimento politico, autonomista e federalista, la "Stella Alpina" ha per finalità la tutela e il rafforzamento dell’Autonomia speciale valdostana, nel contesto di uno Stato Italiano unitario e federale, nella prospettiva di una vera Europa dei popoli.

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giovedì 12
ore 17.45 - Segreteria Sezione Aosta

venerdì 13
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L'adesione alla "Stella Alpina" avviene con una sottoscrizione di impegno a rispettare i contenuti dello Statuto.

Le domande di prima adesione devono essere presentate alla Sezione del Comune di residenza o di domicilio oppure presso la sede del Movimento - Via Monte Pasubio, 40 - Aosta.

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