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Case popolari, il Comune di Aosta vende il primo appartamento

270 le case popolari inserite nel piano vendita del Comune di Aosta. Altre due rogiti sono in programma per i prossimi mesi.

Dopo l'Arer anche il Comune di Aosta ha venduto il primo alloggio inserito nel piano vendita delle case popolari. Nelle casse dell'Amministrazione comunale arriveranno 64mila euro di cui 25mila subito e il restante rateizzato. Per il 2015 sono in preventivo almeno altre due vendite mentre altre 10 persone hanno avviato le procedure. Le case popolari inserite nel piano vendita del Comune di Aosta sono 270.

Soddisfatto l'Assessore al Patrimonio, Carlo Marzi. "La scelta operata dall’Assessorato al Patrimonio e dagli uffici neanche un anno fa di dividere il quartiere Cogne in una zona ovest, di più immediata gestione, e in una zona est, per la quale sono i corso approfondimenti, ha dato i suoi frutti così come la scelta operata tra il 2013 e il 2014 di ordinare l’intero impianto del Quartiere creando dei super-condomini composti da più fabbricati e prevedendo la cessione unitamente agli alloggi delle aree di pertinenziali e cortilizie”.

Accanto alla vendita di parte del proprio Patrimonio immobiliare, l’Amministrazione comunale a breve avvierà azioni di valorizzazione di alcuni locali, al momento non utilizzati, tramite il coinvolgimento del mondo privato sulla scorta di quando già avvenuto per gli spazi al piano terreno dell’immobile in via Hotel des Monnaies. In questo caso a fronte comunque dell’incasso da parte dell’Amministrazione di un canone concessorio, l’aggiudicatario degli spazi ha provveduto a sue spese anche ad effettuare interventi di manutenzione straordinaria necessaria e le migliorie ritenute opportune.

A Charvensod studenti operosi dettano l'agenda dell'Amministrazione comunale

Attiva e propositiva la Consulta dei ragazzi del Comune dell'envers, che ha sottoposto alla Giunta del sindaco Ronny Borbey alcune richieste per migliorare la sicurezza stradale e la vivibilità della scuola primaria
Creazione di spazi ludici e di studio, installazione di dispositivi di sicurezza stradale, potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti. Queste e altre proposte erano state sottoposte all'Amministrazione comunale di Charvensod, lo scorso aprile, dalla Consulta dei ragazzi di Charvensod, coordinata dalle insegnanti della scuola primaria del paese.
Dopo una scrupolosa analisi delle possibilità di trasformare le idee in fatti concreti, il sindaco Ronny Borbey e l'assessore alle Politiche sociali, Eva Vierin, hanno fornito risposte e approfondimenti. Una delle richieste più urgenti da parte dei giovani studenti di Charvensod, è stata quella di poter utilizzare il prato a nord della scuola per attività all’aria aperta.
“L’area da adibire a spazio libero per l'attività motoria e per il gioco è sicuramente una richiesta legittima – ha risposto Vierin – anche se la realizzazione di una struttura di questo tipo richiede tempo e investimenti importanti: è necessario infatti individuare l'area in cui poterla localizzare, e realizzare in seguito un progetto che rispetti le normative per permetterne l'utilizzo in assoluta sicurezza”. Il sindaco ha spiegato che “è necessario innanzitutto proseguire con la riqualificazione energetica della scuola per avere locali a norma, salubri e sicuri”.
Altra richiesta degli studenti, una maggiore manutenzione dei giochi nelle aree attrezzate e nel cortile della scuola. “L’Amministrazione ha provveduto ad avviare la manutenzione ordinaria sulle strutture presenti nelle aree gioco – ha sottolineato il sindaco – e verrà valutata inoltre la possibilità, compatibilmente con gli equilibri di bilancio, di sostituire i giochi più usurati”.
La Consulta dei ragazzi ha anche chiesto strisce pedonali rialzate in prossimità dell'edificio scolastico. “L’Amministrazione ha, tra i suoi obiettivi prioritari, la sicurezza stradale – ha assicurato Borbey – ed è pronta a realizzare, con la Regione, ulteriori attraversamenti pedonali rialzati sulle strade che attraversano il paese, anche e soprattutto vicino alle scuole”.
Il sindaco ha anche ricordato che nell'appalto per il rifacimento della segnaletica sono previste strisce pedonali dalla strada a est della scuola verso il marciapiede che porta a Plan-Félinaz. Natale si avvicina e i ragazzi di Charvensod chiedono alla Giunta di “motivare le scelte fatte rispetto al posizionamento, nel territorio comunale, delle luci natalizie e dei criteri di spegnimento delle luci pubbliche.
Pronta la risposta di Borbey: “L’Amministrazione ha deciso di posizionare, nelle principali frazioni comunali, almeno una serie di luminarie natalizie; nulla vieta che i privati, incrementino le luminarie con addobbi altre zone, in un’ottica di collaborazione tra pubblico e privato. Le luci pubbliche non vengono spente per scelta amministrativa; se non funzionino è per un guasto all’impianto”.
Quanto al richiesto potenziamento della raccolta differenziata, Ronni Borbey conferma che “è iniziato il posizionamento dei nuovi interrati che sostituiranno gli attuali bidoni”.

A Charvensod 150 mila euro per il campo sportivo

Finanziamento nazionale
Un mutuo agevolato per la riqualifica energetica del campo sportivo. Il Comune di Charvensod ha ottenuto 150 mila euro, a tasso zero per 15 anni, dal programma nazionale «1000 cantieri per lo sport». I lavori consistono nella sostituzione della vecchia caldaia con una a condensazione a metano e nella risistemazione dei tre spogliatoi. «Dopo essere stati scelti - ha spiegato al Consiglio il sindaco, Ronny Borbey -, abbiamo inviato il progetto definito per avere la conferma del finanziamento, anche se essendo gli unici in Valle ad aver partecipato dovremmo avere tutti i requisisti per ottenerlo». In alternativa i lavori saranno comunque eseguiti grazie all'accantonamento di fondi comunali.
Nella variazione al bilancio, approvata con un'astensione e 3 voti contrari della minoranza, sono state inserite le coperture per tre studi di fattibilità. Il primo, da 5 mila euro, vuole coinvolgere gli attori turistici, commerciali e agricoli per una promozione turistica del comune. Il secondo, sempre da 5 mila euro, mira al miglioramento energetico degli edifici comunali. Il terzo, da 6 mila euro, stralcia il progetto di riqualifica del borgo, già finanziato dalla Regione per circa 1 milione e 800 mila euro, ma mai realizzato per mancanza di fondi. «Abbiamo deciso di rivedere il progetto e dividerlo in lotti più piccoli - ha detto il primo cittadino -, per avere dei progetti da importi più ridotti, pronti per eventuali finanziamenti nazionali o europei». Trentamila euro sono stati destinati alla sistemazione del sintetico dei due campetti, in frazione Capoluogo e Plan Félinaz. I lavori saranno eseguiti dopo l'installazione di un sistema di videosorveglianza. [H. C.]

Nuove scuole Charvensod, pubblicata la gara da 1.9 milioni di euro

Il termine delle offerte è fissato per le ore 13 del 23 novembre ed il giorno dopo, il 24, la commissione si riunirà per l’apertura delle buste, con il criterio di aggiudicazione a offerta economicamente più vantaggiosa.

Al via la gara per la realizzazione delle nuove scuole di Charvensod. L'amministrazione comunale di Charvensod ha pubblicato il 19 ottobre il bando dei lavori per la rifunzionalizzazione del plesso scolastico del Capoluogo, per un importo di 1.979.123,28 euro.

Il termine delle offerte è fissato per le ore 13 del 23 novembre ed il giorno dopo, il 24, la commissione si riunirà presso la sala consiliare del municipio per l’apertura delle buste, con il criterio di aggiudicazione a offerta economicamente più vantaggiosa. I lavori consistono nella demolizione dell’edificio scolastico esistente e nella realizzazione di un nuovo fabbricato.

“L'Amministrazione comunale – sottolinea in una nota il Sindaco Ronny Borbey – ha proseguito il percorso intrapreso da quella precedente, arrivando a questo passaggio importante reperendo tutte le risorse necessarie. L'edificio è infatti finanziato, in primis, da risorse proprie comunali per 1milione e 100mila euro; da 600mila euro concessi dall’Amministrazione regionale per gli interventi di edilizia scolastica; da 347mila dal progetto “Zero Spaccato”; da 200mila provenienti dalla Protezione Civile nazionale".

Grande guerra, Charvensod commemora i propri combattenti

Il primo appuntamento è per domenica 1° novembre, alle ore 14.30 con la celebrazione della Santa Messa in ricordo di tutti i combattenti di Charvensod; la deposizione di una corona al monumento ai caduti e l'intitolazione di “Place Soldats de Charvensod”

In occasione del centenario della Prima guerra mondiale e del 70esimo anniversario della Liberazione, l'amministrazione comunale di Charvensod organizza una serie di iniziative per ricordare i suoi combattenti.

Il primo appuntamento è per domenica 1° novembre, alle ore 14.30 con la celebrazione della Santa Messa in ricordo di tutti i combattenti di Charvensod; la deposizione di una corona al monumento ai caduti e l'intitolazione di “Place Soldats de Charvensod” presso il piazzale antistante la chiesa parrocchiale.Mercoledì 4 novembre, alle ore 21, presso la sede degli Alpini in località Capoluogo, Giancarlo Telloli propone una serata sul tema: “Sguardi sull’abisso – Charvensod nella bufera”; un percorso anche emozionale alle radici dell’esperienza della prima guerra mondiale con uno sguardo sui combattenti di Charvensod. 
Infine sabato 7 novembre, alle ore 21, presso la Chiesa parrocchiale si terrà il Concerto del Coro Sant’Orso con repertorio a tema.

“Lo scopo della nostra iniziativa – sottolinea in una nota il Sindaco Ronny Borbey – che prosegue un percorso iniziato lo scorso anno con il ricordo dei giovani Joseph Donzel, Yves Pellissier e Louis Vazier (fucilati dai fascisti nel 1944) e di Guido Saba, è non dimenticare tutti i soldati, sia coloro che hanno perso la vita in guerra sia quelli che sono tornati a casa. In particolare quest’anno si vogliono ricordare i 33 soldati di Charvensod che hanno combattuto durante la prima guerra mondiale; 23 sono riusciti a tornare, 10 sono invece mancati sui campi di battaglia e le spoglie mortali non sono mai state rimpatriate”.

Aosta docente del Comune di Mantova per raccolta differenziata

Una delegazione del Comune di Mantova, presieduta dall’Assessore all’Ambiente, Andrea Murari, si è recata in visita mercoledì 14 ottobre 2015 ad Aosta per approfondimenti in merito al sistema di raccolta differenziata attivo nel Comune di Aosta.

Il bilancio è stato positivo e gli ospiti mantovani, accolti dal Sindaco di Aosta, Fulvio Centoz, dall’Assessore comunale all’Ambiente del Comune di Aosta, Delio Donzel, dal dirigente comunale, Marco Framarin, hanno hanno dimostrato interesse per Punti Tecnologici di Raccolta, operativi dal 1° giugno 2015 con l'avvio del nuovo sistema di raccolta differenziata dei rifiuti.

L’incontro ha permesso alla delegazione comunale di Mantova di approfondire aspetti come i processi autorizzativi avvenuti, la strutturazione del servizio e i rapporti intercorsi con i commercianti e con la popolazione. Nel corso della visita il dirigente del Comune di Aosta, Marco Framarin, accompagnato dall’Amministratore delegato dell’azienda Quendoz, ditta che ha in appalto per il Comune di Aosta il servizio di raccolta dei rifiuti, hanno condotto gli ospiti in alcuni sopralluoghi sul territorio, tra i quali anche una breve visita al patrimonio storico artistico di cui la città è ricca.

Il Comune di Mantova ha in corso diverse valutazioni in merito al sistema di raccolta rifiuti da attuare nel proprio centro storico e la visita ad Aosta è stata strategica al fine di valutare il servizio in loco, obiettivi e affinità, vantaggi e criticità del sistema di raccolta rifiuti locale.

Su Unioni civili avvilente spettacolo del Consiglio comunale Aosta

Come Diabolik, Marino Benito Fulvio Centoz e i consiglierini ci stanno rubando l’aostanità e uccidendo la città su discussioni serie ma affrontate con superficialità e ignoranza. 
Non appena il compagno Presidente del Consiglio, Michele Monteleone, consentirà al mondo di seguire la registrazione dello streaming sul dibattito sviluppatosi in aula sulle Unioni civili, i cittadini avranno contezza della superficialità, della confusione e dell’ignoranza con la quale troppi consiglieri hanno affrontato la questione delle Unioni Civili.

Il 90% degli intervenuti hanno parlato perché il buon Dio ha messo loro la lingua in bocca ma l’uomo si è dimenticato di collegarla al cervello. Il 97% ha confuso omofobia, convivenza, sessualità, diritti civili, adozioni con le Unioni Civili.

La farsa si è sviluppata su un ordine del giorno presentato da Alpe, Pd, Altra Valle d'Aosta, M5S, dal consigliere Caminiti (Uv) e dall’Uvp dal quale però, nel corso della discussione ha ritirato la firma. Il documento, peraltro approvato a maggioranza, impegna i parlamentari valdostani a sostenere il disegno di legge sulle unioni civili, in discussione al Senato. Un dibattito che ha impegnato il Consiglio in tre ore discussione, quando i problemi più gravi e urgenti sono altri: disoccupazione, trasporti, mobilità opere pubbliche, sessi, sviluppo turistico e commerciale e via dicendo.

Nessuno o pochissimi hanno capito il testo in discussione; lo dimostrano gli interventi recitati in aula che se il compagno Monteleone lo permetterà sarà possibile risentire in registrata.

Il testo, infatti, introduce una forma simil matrimoniale fra persone dello stesso sesso, e che con la ‘stepchild adoption’ (adozioni figliastri) apre la porta all'utero in affitto. Il Pd ed il sindaco di Aosta, Fulvio Centoz, vogliono forzare la mano per evitare che si apra un dibattito approfondito sulla questione. E’ avvilente sentire parlare in un’assemblea che dovrebbe occuparsi di amministrazione e dare applicazione alle leggi invocare la libertà di coscienza per esprimere un voto populista perché è di moda parlare di unioni civili.

Giustamente, l’assessore Carlo Marzi (Stella alpina), l’unico che sulla questione, indipendentemente dalla condivisione della sua posizione, si è espresso in modo chiaro e competente sottolineando che la questione “è complessa non solo per il testo in discussione ma è complessa anche perché si è portato in un Consiglio Comunale una tematica che non attiene a una sede come questa”, ha rimarcato giustamente.

Assessore Marzi, perché il Consiglio non è competente in materia?
“Portare un'iniziativa qualsiasi in Consiglio prevede votare non solo un principio ma anche un atto che impegna il Consiglio stesso”.

Assessore si spieghi meglio…
“La parte impegnativa dell’ordine del giorno centrava, secondo me, poco nel merito di alcuni aspetti e voleva lanciare un messaggio di appoggio o solidarietà e anche se la sede è più o meno pertinente era ed è necessario un approfondimento”.

Ogni volta che si discute tematiche come affrontata dal Consiglio comunale ci si è rifatti alla mancanza di alcune tutele per le cosiddette ‘coppie di fatto’ indipendentemente dal loro orientamento sessuale...
“Ha centrato il problema; il testo in discussione della senatrice Monica Cirinnà ripropone la carenza di queste tutele e individua le Unioni Civili come soluzione”.

Per essere sintetici, secondo lei cosa manca oggi per tutela alle coppie di fatto?
“Per farla breve cito quattro cose: 1) la legittima per la successione 2) alcune carenze nelle disposizioni penali e processuali che toccano la famiglia 3) la reversibilità della pensione 4) l'adozione dei figli. Ora se sulle prime 3 larga parte degli Italiani è a favore di un intervento, sull'ultima 3 Italiani su 4 sono contrari, me compreso”.

Per cui analizzare il Cirinnà bis o sollecitarne la votazione vuol dire appoggiare il pacchetto completo delle Unioni Civili? Lei ha votato contro all’ordine del giorno ed il suo partito si è espresso in modo diversificato…
“Io ero pronto a dibattere sui primi 3 problemi e quindi anche ad appoggiarli, dopo averli approfonditi e condivisi per bene parlando al cervello delle persone senza buonismi o relativismi del caso. Ma nel caso specifico il decreto legge in discussione in merito all'adozione per le coppie etero/omosessuali non sposate né in Chiesa né in Comune prevede la possibilità di adottare il figlio naturale del proprio partner... questo aspetto del decreto è presentato con un termine inglese la stepchild adoption”.

Se tutte e quattro cose da lei indicate mancano... e sono importanti ma 3 in particolare si potrebbero risolvere, in breve tempo, con un distinguo sulla reversibilità delle pensioni per l’elevato costo, perché si continua a prevedere un pacchetto completo?
“Forse perché si sa che parlare anche di adozioni è difficile e quindi forse si troverebbero delle soluzioni sulle prime 3 ma con difficoltà sulla quarta”.

Tennis e maneggio, le gestioni saranno prorogate

Gli impianti sportivi di regione Tsambarlet e piazza Mazzini
Il maneggio di Tsambarlet, secondo i piani della Regione, avrebbe già dovuto traslocare nell'ex area Cogne. Invece, per i ritardi nei lavori alla scuola polmone, resterà al suo posto anche per la prossima stagione. Per il tennis di piazza Mazzini, il project financing privato per il recupero complessivo della zona è ancora in alto mare. Per entrambi gli impianti sportivi, il Comune va verso una proroga della gestione anche per il prossimo anno. «Vogliamo evitare la chiusura degli impianti - dice l'assessore comunale allo Sport Carlo Marzi - e allo stesso modo vorremmo evitare di continuare a fare assegnazioni per un solo anno, che bloccano gli uffici sommergendoli di pratiche burocratiche, non consentendo al nostro personale di lavorare su una forma di gestione definitiva e di lungo termine».Per il tennis, «ci stiamo dando reciprocamente del tempo, noi e i privati che dicono di essere disponibili». Per il maneggio, «siamo in attesa che l'iter per la scuola polmone prosegua e che sia bonificata l'area in cui la struttura dovrebbe spostarsi».

Intanto, il Comune ha deciso di estendere la concessione del bocciodromo Giusto Grange di regione Tsambarlet, alle stesse condizioni del contratto stipulato un anno e mezzo fa, per 18 mesi, fino al 30 giugno 2017. Il Comune spende 65 mila euro l'anno per il bocciodromo, dei quali 40 mila per il riscaldamento e 21 mila di energia elettrica.
Nel pomeriggio di ieri, la 1a Commissione del Consiglio comunale Sviluppo economico ha iniziato lo studio di un nuovo regolamento per l'assegnazione degli impianti sportivi. «L'obiettivo è arrivare ad avere un regolamento entro maggio o giugno» ha spiegato il presidente della Commissione Luca Zuccolotto. L'assessore Marzi ha spiegato che «Aosta è l'unico capoluogo di regione senza una regolamentazione degli impianti sportivi» che può essere utile per fissare criteri generali. «Oggi il Comune si sobbarca oltre il 95 per cento del costo totale degli impianti. Lo sport è un servizio primario, sia per la valenza sociale, sia per quella di prevenzione, ma l'obiettivo è ridurre questi costi».

[A. MAN.]

Piano Marzi per rendere più efficiente la gestione degli impianti sportivi

Con pochi soldi ma un bel po' di idee in cantiere, l'assessore alle Finanze e allo Sport del Comune di Aosta, Carlo Marzi, intende rivoluzionare i criteri per la gestione degli impianti sportivi.

“Abbiamo iniziato una seria riflessione su come ottimizzare l'utilizzo delle molte strutture sportive sul territorio – ha detto Marzi nel corso della settimanale conferenza stampa della Giunta Centoz - Una scelta quasi obbligata vista la situazione finanziaria critica delle nostre casse e molti impianti versano in una situazione manutentiva degradata o hanno costi elevati di gestione”.

Tra le ipotesi, estendere sino a 10 anni le concessioni alle società private di gestione, che potrebbero anche occuparsi di interventi strutturali straordinari. Intanto, la prima decisione presa riguarda il Bocciodromo comunale la cui concessione alla Federazione italiana bocce-Fib è stata prorogata di 18 mesi. “Adesso ci dobbiamo concentrare su altre due scadenze – ha sottolineato Marzi - che riguardano il maneggio e i campi da tennis di regione Tzamberlet”.

Se gli strumenti amministrativi e finanziari per le nuove tipologie di gestione non sono stati ancora definiti, sono però chiare alcune linee di indirizzo. “Mai più micro concessioni di sei mesi – ha assicurato l'assessore – sono costose e disincentivano le società a proporsi quali gestori”.

Aosta - Oltre 24 servizi igienici pubblici utilizzabili sul territorio comunale

In merito alla lettera pubblica sulla Rubrica "la posta dei lettori" del quotidiano La Stampa, dal titolo “Dal sindaco, non caffè ma bagni pubblici” l'Assessore comunale all'Ambiente e Urbanistica, Delio Donzel, per quanto di competenza evidenzia che l’attuale dotazione di servizi igienici del Comune di Aosta è costituita da 13 installazioni sparse sul territorio, come si può rilevare dal seguente elenco, per un totale complessivo di 24 servizi igienici utilizzabili:
1) Quartiere Dora;
2) Piazza Mazzini;
3) Piazza Plouves;
4) Piazza Arco d’Augusto;
5) Via de Sales;
6) Piazza Ducler;
7) Via Monte Vodice (attualmente inutilizzabile perché compreso all’interno del cantiere NUV);
8) Via Saint Martin de Corléans;
9) Fraz. Signayes;
10) Viale della Pace;
11) Via G. Eyvia;
12) Reg. Saumont;
13) Via Volontari del Sangue
"Un altro servizio pubblico è ora compreso all’interno dell’Area camper di via Caduti del Lavoro, ulteriori servizi igienici pubblici possono essere considerati quelli a servizio dei parcheggi cittadini di via Carrel, Reg. Consolata e via Roma - aggiunge Donzel - Con la realizzazione della Nuova Università Valdostana, sarà presto realizzato un nuovo servizio igienico nel parcheggio pubblico che sarà costruito in via Monte Pasubio. Complessivamente mi sembra una dotazione discreta ed equilibrata rispetto alle esigenze del territorio ed all’uso delle strutture sopra indicate. Il costo annuale per la pulizia e manutenzione di tali strutture è di circa € 135.000,00 (IVA esclusa). L’uso dei Servizi Igienici è gratuito".

STELLA ALPINA

Movimento politico, autonomista e federalista, la "Stella Alpina" ha per finalità la tutela e il rafforzamento dell’Autonomia speciale valdostana, nel contesto di uno Stato Italiano unitario e federale, nella prospettiva di una vera Europa dei popoli.

AGENDA

GIUGNO

venerdì 16
ore 18.30 - Direttivo Sezione Aosta

martedì 20
ore 9.00 - Consiglio regionale

mercoledì 21
ore 9.00 - Consiglio comunale
ore 9.00 - Consiglio regionale

giovedì 22
ore 9.00 - Consiglio comunale

Adesioni alla Stella Alpina

L'adesione alla "Stella Alpina" avviene con una sottoscrizione di impegno a rispettare i contenuti dello Statuto.

Le domande di prima adesione devono essere presentate alla Sezione del Comune di residenza o di domicilio oppure presso la sede del Movimento - Via Monte Pasubio, 40 - Aosta.

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Movimento Politico Stella Alpina

  • Via Monte Pasubio, 40 11100 Aosta
  • Tel: 0165 32200
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Il deputato On. Rudi Marguerettaz riceve presso la sede della Stella Alpina su appuntamento

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