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Sabato 25 marzo, l’anniversario della firma dei Trattati di Roma

Sessant’anni fa, il 25 marzo 1957, verso le ore 18, in Campidoglio a Roma, nella Sala degli Orazi e Curiazi, furono firmati i Trattati costitutivi rispettivamente della Comunità Economica Europea (CEE) e della Comunità Europea dell’Energia Atomica (Euratom).
Sei i paesi firmatari: la Francia, la Germania, l’Italia, il Belgio, l’Olanda ed il Lussemburgo, gli stessi paesi che, nel 1951, avevano dato vita alla Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca).

Obiettivo della CEE era la creazione di un mercato comune europeo attraverso l’abolizione progressiva dei dazi e contingenti doganali tra gli Stati membri, l’adozione di politiche agricole, commerciali e dei trasporti comuni. L’Euratom, invece, si proponeva come obiettivo principale la formazione e una rapida crescita delle industrie energetiche.

Il Presidente della Regione, nel ricordare questo importante anniversario, sottolinea come, in un’Europa appena uscita dal II conflitto mondiale, la firma dei Trattati rappresentò l’inizio di un percorso che avrebbe dovuto portare a una vera integrazione tra i Paesi europei, un percorso che, tuttavia, se ha garantito in questi 60 anni un periodo di pace, è solo parzialmente riuscito a superare il proprio limite di patto economico e finanziario e a rispettare lo spirito del Manifesto di Ventotene, primo documento ufficiale che prefigurava la necessità dell'istituzione di una federazione europea dotata di un parlamento eletto a suffragio universale e di un governo democratico con poteri reali in alcuni settori fondamentali.
Un limite che secondo il Presidente della Regione si ritrova oggi in un’Unione Europea pronta a dettare regole stringenti su produzione e finanza con effetti non sempre positivi per le zone di montagna, ma in difficoltà nel gestire di concerto situazioni più “politiche” come la questione dei migranti. Una situazione che ha portato alla nascita di un clima critico alimentato da campagne di impronta populista.

È necessario quindi compiere un salto di qualità, conclude il Presidente della Regione, perché ad oggi le ventisette nazioni confederate, devono al più presto trovare percorsi di miglioramento dell’integrazione, che producano risulti visibili e utili ai cittadini europei.

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Il deputato On. Rudi Marguerettaz riceve presso la sede della Stella Alpina su appuntamento

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