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Casa da Gioco: un intervento urgente, ma chiaro e legittimo

Intervento del consigliere Marquis in occasione dell’approvazione della legge sulla Casa da Gioco

Ritengo doveroso ringraziare il Presidente della II Commissione, i Commissari e i colleghi con cui ho condiviso il percorso di audizioni che ha condotto alla predisposizione di questa proposta legislativa nella giornata di ieri.

Il Casinò è un tema centrale nel dibattito politico a partire da quest’autunno, quando l’Aula ha preso coscienza della delicatezza e della difficoltà in cui operava la Casa da gioco. Abbiamo iniziato a prendere coscienza quando ci siamo trovati a esaminare la legge finanziaria regionale: parlavamo allora dell’articolo 19, con una specifica modalità urgente di finanziamento. Abbiamo poi all’unanimità approvato un ordine del giorno in cui l’Aula dava preciso mandato alla società di predisporre un piano industriale al quale doveva essere sottomesso ogni ulteriore trasferimento finanziario . Nel frattempo è proseguito il percorso delle audizioni nella Commissione consiliare competente che al termine del proprio lavoro ha consegnato al Governo regionale un documento in cui si delineavano le possibili vie di uscita e veniva prodotta una lettura di contesto della Casa da gioco.

 

Ieri, alla luce delle nuove informazioni che giungevano dalla Casa da gioco, ivi compresa la convocazione delle parti sociali per il 20 febbraio prossimo, anche con una discussione nella Commissione, è stata presentata la proposta di legge che oggi è arrivata all’attenzione di questo Consiglio.

E’ una proposta di legge che mette al centro la predisposizione di un piano di ristrutturazione aziendale. Credo che si tratti di una svolta nei rapporti tra la politica e la Casa da gioco, perché è un provvedimento che ha le caratteristiche dell’urgenza, della chiarezza e della legittimità.

Urgenza perché ce lo impone la situazione della Casa da gioco, per la sofferenza finanziaria che sta vivendo.

Chiarezza perché si prevede la predisposizione di un piano a cui si subordinano i trasferimenti successivi: è di chiarezza nei confronti dei valdostani, anche di quelli che lavorano all’interno della Casa da gioco.

Legittimità, che vuole anche rappresentare un nuovo approccio, nell’ambito di un percorso tracciato dalle attuali disposizioni di legge, in materia amministrativa e di contabilità aziendale.

Nei sessanta giorni è previsto un piano di ristrutturazione aziendale che dovrà delineare le strategie per uscire da questa situazione di difficoltà. Noi immaginiamo che si lavori sul fronte delle spese, della riorganizzazione gestionale. Anche i lavoratori saranno chiamati a fare dei sacrifici, ma credo che ciascuno con senso di responsabilità sarà in grado di accettarli qualora percepisca e capisca che ci saranno prospettive di sostenibilità per l’azienda presso cui presta servizio.

Sarà anche molto importante lavorare sul fronte dei ricavi: la nota dolente della gestione di questi ultimi anni. Non si può più gestire la Casa da gioco pensando che sia sufficiente aprire le porte e aspettare che arrivino i clienti per erogare dei servizi. Bisogna lavorare sul marketing, sulla promozione, sulla comunicazione, creare un sistema tra Casa da Gioco e territorio. Se noi non aumentiamo i ricavi, il prossimo anno ci troveremo nella stessa situazione di oggi. I costi del personale saranno nuovamente troppo elevati, e bisognerà pensare a come ridurre tale spesa, tenuto conto che in quest’azienda il personale ha un peso di circa il 75% dei costi di produzione.

Oggi abbiamo avuto tutta una serie di audizioni, che ci hanno nuovamente messo a conoscenza della situazione come si è evoluta negli ultimi tempi. Abbiamo parlato con il collegio sindacale, con l’Amministratore unico, con le parti sociali. Sono stati incontri importanti, che hanno evidenziato le preoccupazioni per la Casa da gioco. Nel cuore di tutti si trova l’esigenza di intervenire con urgenza, perché non si può più aspettare.

E’ altrettanto vero che si è fatta un’analisi cruda della situazione organizzativa aziendale. Sono stato colpito dalle parole delle parti sociali, quando hanno detto che hanno avuto difficoltà a confrontarsi con una dirigenza, che va azzerata. Non riescono ad avere dei confronti, dicono che hanno sollecitato più volte il direttore generale Scordato sui piani di rilancio, senza esito alcuno. Hanno anche evidenziato che negli ultimi anni sono stati presentati diversi programmi e piani, puntualmente disattesi. Credo che il piano industriale che viene richiesto oggi debba essere un piano serio, che richiederà un approccio nuovo, che andrà monitorato: la legge Madia, come legge nazionale di riferimento, prevede che in tre anni si ritrovi l’equilibrio di bilancio delle società che presentano dei disavanzi gestionali e che rientrano nelle casisistiche analoghe a quella della Casa da gioco.

Credo che sia importante mettere nelle giuste mani la guida dell’azienda. Su questo la politica deve fare una riflessione, non possiamo chiedere a chi ha la responsabilità di averci condotto in questa situazione di predisporre le azioni di rilancio. Non possiamo far finta che non ci siano responsabilità. E’ vero che il mercato del gioco è cambiato, che ci sono state evoluzioni, però bisogna fare delle analisi su quanto di meglio bisognava fare nella gestione. Una gestione che si è presentata manchevole e alla quale bisogna mettere mano. Come ho detto anche in altre occasioni su questo tema, anche la politica – al di là dei rapporti con la gestione - deve avere la capacità di fare autocritica.

La scelta di intervenire nel valorizzare il patrimonio immobiliare è stata corretta, persino obbligata. Ma da quando sono stati completati i lavori qualcosa non ha funzionato. La Casa da gioco si è trovata come una nave in mezzo al mare, senza timone, portata dalle onde laddove il vento soffiava.
Da oggi dobbiamo voltar pagina, siamo chiamati tutti a intervenire e ragionare con senso di responsabilità, perché le iniezioni di denaro che sono state fatte negli ultimi anni non sono più sostenibili, né politicamente di fronte ai valdostani, né sotto il profilo della legittimità rispetto alle normative nazionali di riferimento.

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