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Pierluigi MARQUIS eletto Presidente della Regione - Il suo intervento e la presentazione della Giunta

Desidero anzitutto ringraziare tutti quelli che hanno contribuito a questa difficile fase della vita valdostana: sostenuto la proposta politica, osservato e commentato, partecipato al dibattito democratico di questi giorni. 

Stiamo attraversando un momento importante della vita democratica della nostra Regione. E’ un peccato vedere queste sedie vuote, oggi, in quest’Aula.
Vi sono scontri e tensioni, che si svolgono in un clima duro. Siamo passati attraverso una sequenza di fatti, in un progressivo aggravamento dei problemi e d’irrigidimento delle posizioni. E’ sfociata nella crisi politica con la dimissione degli assessori di alcuni giorni fa.


Se ricordate, la fase di approvazione del bilancio regionale ha già costituito un momento di novità. Il Consiglio Valle è prima intervenuto sui contenuti del Documento di economia e finanza. Ha poi inserito nella Legge finanziaria diverse iniziative: sulla Casa da gioco, sulla riduzione delle imposte sul lavoro e sulle imprese, sulla semplificazione nell’edilizia, sull’agricoltura, sul turismo e la filiera agro-alimentare, sullo sport, sui cantieri comunali.
E’ stato un momento di novità, anche politica. E’ nato un confronto costruttivo sui problemi a cui hanno partecipato tutti, in modo corale, con le varie sensibilità. E’ nata una vera solidarietà valdostana, focalizzata sui problemi da risolvere. Anche se qualcuno votava con reticenza, l’atmosfera era positiva. Sembrava che le forze politiche avessero percepito la portata del cambiamento. Da questa solidarietà sono nati i voti che hanno approvato le diverse iniziative.
L’Assemblea legislativa indirizzava il governo regionale verso soluzioni precise: un piano strutturato per la Casa da gioco, iniziative per il lavoro, l’agricoltura, l’edilizia, con incentivi, sgravi e semplificazioni.
Erano proposte che venivano dal Consiglio regionale e non dal Governo. Dopo questa fase corale e di solidarietà del mese di dicembre, la Giunta le avrebbe presto dimenticate in un cassetto. L’azione di governo si è di nuovo arenata. Ha cercato soluzioni impraticabili. Volgeva la testa a una cultura politica superata dalla realtà. Come a voler riparare le auto di oggi con la cassetta degli attrezzi di trent’anni fa.
Anche le due leggi di iniziativa popolare avevano mostrato un’insufficienza della politica. Le Leggi su ferrovia e mobilità e sul quorum in materia di referendum hanno dovuto nascere da una proposta popolare, colmando un vuoto d’iniziativa del governo e dello stesso sistema politico. Con responsabilità il Consiglio ha votato le due leggi all’unanimità. Ma la lezione politica che l’ha accompagnata è stata sotto gli occhi di tutti: le istituzioni erano state superate dai cittadini, per forza e contenuti.
A questa debolezza politica, a questa distanza tra cittadini e istituzioni si doveva porre rimedio.
Con più grande lucidità del Governo, il Consiglio vedeva l’accumularsi di problemi. I primi allarmi sulla Casa da gioco erano emersi dalle nebbie solo in autunno. Alla fine è esplosa una crisi gravissima, con rischi di illegittimità e profondi contrasti sociali. Altri dossier sono giunti al capolinea, provocando degenerazioni e tensioni: dai pagamenti in agricoltura, alla chiusura di aziende piccole e grandi, alla crisi del lavoro, alla finanza comunale. Il dialogo con le parti sociali si è arenato. Il funzionamento della macchina pubblica rischia di saltare le procedure ordinarie per seguire scorciatoie e stiracchiamenti delle norme.
Alla fine abbiamo dovuto prendere atto della gravità della situazione. E’ stato proposto un tavolo per affrontare insieme i problemi, per aggiornare il programma. E ’stato posto il problema del metodo. Per elaborare le decisioni, non basta una persona sola, ma occorre condivisione, lavoro di gruppo, per ridurre gli errori e migliorare le soluzioni.
Il tavolo della verifica era necessario, collettivo, non bilaterale. Alcuni non si sono presentati all’appuntamento. E’ stato probabilmente il passaggio più grave. Essersi sottratti al confronto ha indebolito e poi definitivamente stremato il governo regionale.
Alla fine, il Presidente ha indotto gran parte dei suoi assessori alle dimissioni, accelerando la crisi e creando una situazione di grave e irresponsabile stallo.
Una situazione insostenibile, con le urgenze che abbiamo davanti. Con l’impoverimento delle famiglie, le imprese in difficoltà, come la GPS ad Arnad. La disoccupazione è al 9 per cento, quella giovanile quasi al 30 per cento.
E’ una crisi grave, e senza soluzioni si allarga il solco tra cittadini e istituzioni. Produce protesta e rassegnazione. Due sentimenti che fanno male alla Comunità valdostana, che deve saper guardare con speranza al futuro.
La situazione di stallo non è ammissibile, dobbiamo superarla. Dobbiamo adattare il programma ai problemi alle urgenze. Di fronte a questa sfida, due forze si sono sottratte al confronto e altre tre, con coraggio, ne hanno accettato il peso e la responsabilità. A loro va il riconoscimento di tutti. E’ più facile restare all’opposizione, come qualcuno ha fatto notare. Governare è invece difficile, specie in questi frangenti.
Vi è dunque un mix di continuità e innovazione. E’ necessario un aggiornamento di visione, di squadra e di metodo, più partecipato e trasparente. Ci rendiamo conto che si tratta di un cambio non da poco. E’ stato a lungo atteso ed è liberatorio.
La nostra è una proposta di intervento sulle urgenze, aperta a tutte le forze politiche e alle forze vive della comunità valdostana, anche di quelle che per il momento si sono chiamate fuori. E’ un cambiamento nell’impegno e nella speranza, un’assunzione collettiva di responsabilità, per affrontare insieme questa crisi.
Mi rendo conto che le resistenze siano naturali. Credo però che il tono istituzionale debba essere sempre preservato, che non si possa giocare con le regole dell’Autonomia, rallentando o impedendo il regolare funzionamento del Consiglio regionale, non partecipando. E’ sbagliato sotto il profilo istituzionale, è grave politicamente, come un fuga infantile dalle responsabilità, proprio di fronte alle crisi e alle urgenze di questi giorni. Mi auguro che il buonsenso guidi al più presto la vita politica valdostana, che torni la serietà e che si abbassino i toni.
Dobbiamo sempre distinguere i compiti degli uni e degli altri. Il nostro è un lavoro politico, la nostra proposta intende rispondere alle urgenze con l’azione di governo. Dobbiamo parallelamente guardare con distacco e rispetto ai pur gravi eventi che attraversano il Consiglio regionale, in particolare con gli effetti della sentenza recente della Corte di Appello di Torino. La legge va applicata, con la serietà richiesta, senza ostacolare la vita politica e il lavoro delle istituzioni.
Dobbiamo sempre riconoscere la separazione tra i poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. E’ sbagliato fare un uso politico delle sentenze, per adattarle ai propri interessi.
La nostra proposta è un cambio di metodo anche per questo.
Ed è un messaggio anche per coloro che stanno smettendo di guardare indietro, a un mondo che non c’è più. L’epoca della ricchezza dell’Ente Regione è tramontata, quel benessere si è dimostrato effimero e di breve durata. Ha lasciato il posto a frustrazioni e sofferenze.
Speriamo che il cambiamento nei cuori e nelle idee arrivi presto anche per loro, anche in questo Consiglio regionale, e che si uniscano a questo impegno. A tutti noi deve venire voglia di ricostruire, di rimettere in moto lo sviluppo, il lavoro e la crescita, per dare una svolta a questo momento di difficoltà.
Voglio allora salutare i quattro Consiglieri che accogliamo oggi in quest’Aula. Il nostro è un lavoro politico importante, e ora ne fate parte. E’ un benvenuto a coloro che già sostengono questa fase difficile. Ma è anche un messaggio di apertura a tutti i nuovi membri.
Ma soprattutto, in questa fase di urgenza, è un incoraggiamento a superare rabbia e rassegnazione. A tirarsi su le maniche, a ricostruire, a ripartire con fiducia.
E’ una proposta che nasce da questioni di carattere straordinario e per superare uno stallo grave, con un compito preciso e delimitato. Dobbiamo restituire condizioni minime di stabilità all’economia valdostana e alla società, per restituire parola agli elettori in condizioni di sufficiente serenità.
Come sapete, proponiamo la riduzione di un assessorato. Anche questo è un segnale importante. La proposta prevede che governo regionale sia costituito da:
Claudio Restano - Assessore al Turismo, sport, commercio e trasporti
Fabrizio Roscio - Assessore alle Attività produttive, energia, politiche del lavoro e ambiente
Albert Chatrian - Assessore al Bilancio, finanze, patrimonio e società partecipate
Chantal Certan - Assessore all'Istruzione e cultura
Luigi Bertschy - Assessore alla Sanità, salute e politiche sociali
Stefano Borrello - Assessore alle Opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica
Laurent Viérin - assessore all'Agricoltura e risorse naturali e Vicepresidente
Desidero tutti ringraziarli sin d’ora per il coraggio e la determinazione che hanno mostrato nell’accettare la sfida delle responsabilità. Lavoreremo alle azioni urgenti con spirito di squadra, di condivisione. Sarà mio compito coordinare e sollecitare, non come un “Capo”, ma come “Primo tra i Pari”, capace di ascoltare e di recepire, risoluto nel raggiungere i risultati.
A livello programmatico sono state individuate sette aree di intervento urgente: una sul lavoro, una sulle società partecipate e la Casa da Gioco, una sulla scuola e la cultura, una di applicazione della legge sui trasporti, una sull’ambiente e una sul welfare. Dobbiamo mettere mano agli intoppi che bloccano la macchina regionale e alle semplificazioni, alle regole di funzionamento della nostra autonomia.
Sono tutti interventi straordinari, rapidi e indispensabili, per i quali ci mettiamo al servizio, con uno scopo preciso e delimitato, nel tempo necessario e nelle condizioni che saranno decise in quest’Assemblea.
Desidero anche ringraziare tutti Consiglieri che hanno sostenuto la proposta, contribuito al diradamento delle nubi e all’individuazione dei problemi: attraverso l’attività ispettiva, l’azione di indirizzo, con le osservazioni e i contributi, nelle diverse sensibilità politiche e posizioni personali.
Desidero ringraziare gli Assessori e il presidente uscenti sin da ora, come atto di rispetto e come riconoscimento per l’impegno profuso. Ci auguriamo che ognuno di loro compia il passo verso una nuova consapevolezza, sui problemi della nostra comunità e sulla necessità di un metodo nuovo.
Ma soprattutto desidero ricordare che questo difficile e importante atto politico è compiuto pensando a tutti i cittadini valdostani. E’ un atto importante, che va compiuto con senso di responsabilità, guardando all’interesse generale di tutti i valdostani.
Oggi siamo in una fase emergenziale, come quando scoppiava un incendio nei nostri villaggi. Tutti si impegnavano a portare l’acqua, a fare catena umana, a lavorare in solidarietà.
E’ sbagliato sottrarsi a questo impegno comune. Fa bene chi si tira su le maniche: chi lavora in solidarietà nell’interesse di tutti e della nostra bellissima Valle d’Aosta.

 

STELLA ALPINA

Movimento politico, autonomista e federalista, la "Stella Alpina" ha per finalità la tutela e il rafforzamento dell’Autonomia speciale valdostana, nel contesto di uno Stato Italiano unitario e federale, nella prospettiva di una vera Europa dei popoli.

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Il deputato On. Rudi Marguerettaz riceve presso la sede della Stella Alpina su appuntamento

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