News

Sei qui: Homepage News Pierluigi MARQUIS eletto Presidente della Regione - Il suo intervento di insediamento

Pierluigi MARQUIS eletto Presidente della Regione - Il suo intervento di insediamento

Prendo la parola rinnovando il mio ringraziamento per il lavoro di questo Consiglio e dei Consiglieri presenti. Abbiamo svolto un compito difficile, nel percorso previsto dalla legge e dalle istituzioni.
La nostra è stata una crisi politica che abbiamo superato all’interno di quest’Aula. Si è sviluppata in modo trasparente, malgrado i passaggi tecnici e politici di questi giorni.
Probabilmente siamo riusciti a superare questa difficile fase proprio per la situazione eccezionale che si è creata: nel lavoro, nelle imprese che chiudono, nelle famiglie.

 

Il rallentamento e poi lo stallo dell’azione degli ultimi tempi ha imposto una assunzione di responsabilità del Consiglio. La mozione di sfiducia era tesa a rispondere con velocità e serietà alle emergenze che si sono create: dalle crisi nei comparti economici alla Casa da gioco, alle crisi sociali. Soltanto una situazione eccezionale poteva permettere di superare questa prova.
La nostra proposta risponde all’emergenza, e rimane aperta a tutte le forze politiche e alle forze vive della società valdostana. Non ha preclusioni, non è nata per sostituire. Nasce da un momento di condivisione, da un momento di solidarietà. Nasce quando tutte le forze sembravano aver compreso la portata della crisi, la gravità dei nodi ormai giunti al pettine, la necessità di un cambio di metodo e di velocità nell’azione.
Purtroppo, per alcuni, a un certo punto è sembrato più facile guardare indietro, al consenso di un mondo che non c’è più, a una finzione superata dalla realtà. Noi, il dialogo l’abbiamo cercato e ancora lo cerchiamo. Non volevamo arrivare alle frizioni di questi giorni. E’ stato un errore tirarsi indietro, un vero peccato sottrarsi al tavolo della verifica su come risolvere insieme i problemi. Ma il messaggio d’apertura resta intatto: oggi dobbiamo comunque ricostruire insieme, tenere la porta aperta a tutti i contributi, e prendere atto della lezione della realtà.
Non siamo più negli anni Novanta del secolo scorso. A quei tempi, la vita politica si articolava in un sistema stabile, con un Ente Regione ricco, in cui ci si preoccupava soltanto di redistribuire la spesa.
Come ricordava una ricerca del Censis di quegli anni, era un “Benessere senza Sviluppo”. Era fondato sulla ricchezza straordinaria e temporanea del bilancio regionale. La Regione beneficiava non solo del gettito delle imposte, ma anche di altre entrate: sdoganamento autoportuale, Casa da gioco, altre imposte a base territoriale. Il cambio di governo di quegli anni e anche la restaurazione che ne seguì avvenivano in un contesto di grandi risorse finanziarie per l'Ente Regione. Era un avvicendamento di forze politiche, la cui divergenza era solo sulla destinazione della spesa. Erano forze politiche che agivano sullo stesso contesto economico e sociale, del “Benessere senza sviluppo”. Vi fu un parziale momento di consapevolezza, quando venne chiuso l’autoporto e finì il gettito dell’Iva da importazione. Fu la coscienza d’un attimo, come temporanea fu la soluzione individuata, con la compensazione nel bilancio dello Stato.
Non è la situazione di oggi. Oggi la realtà è cambiata e dobbiamo essere capaci di ascoltare la sua lezione. Dopo la legge sul federalismo fiscale e nel contesto della crisi nata nel 2007, l’Ente Regione ha perduto le entrate che potremmo definire come “supplementari”: le accise sui beni consumati fuori dal suo territorio e la compensazione del’IVA da importazione. Inoltre il Casinò ha smesso di produrre la ricchezza di una volta, lo Stato ci ha chiesto per alcuni anni un contributo alla finanza pubblica. Forse solo la grande operazione di acquisto, o di ritorno al possesso delle nostre acque, ha potuto fornire un supplemento di risorse al bilancio regionale, per mezzo di CVA.
Con la fine della ricchezza del bilancio regionale, il benessere è scomparso e con lui, progressivamente, anche il consenso e la coesione sociale e politica.
Molte aziende hanno chiuso, interi comparti, dall’edilizia alle professioni, hanno visto azzerare il fatturato. Persone e famiglie sono andate in sofferenza, sono emerse rabbie e rassegnazione. L’agricoltura è sostenuta con gli stessi mezzi di altre Regioni, cioè con i fondi europei, e il comparto dell’allevamento si è ridotto. Il benessere delle persone e delle famiglie non dipende più dalle risorse regionali.
La capacità di fornire beni e servizi pubblici dipende oggi dalla capacità del sistema economico Valle d'Aosta di produrre sviluppo, reddito e lavoro.
E’ un grave errore usare concetti e metodi di trent’anni fa. La vecchia cultura politica pensa solo alle casse regionali, invece di riflettere su come rendere più vivace l’economia e la società. E non si può ritrovare il consenso di un tempo, perché non bastano le risorse, anche a cercarle o a prenderle in prestito, presso la BEI, o un’altra partecipata. Si favorisce solo una cerchia ristretta di beneficiari, acuendo le tensioni e la rabbia. E’ una coperta sempre più corta, l’uso delle procedure arrischiato, le maglie si stringono. Nuove regole di Basilea impongono una diversa governance per la Finaosta, la legge Madia costringe a una disciplina più stringente per le partecipate, che non possono più essere in deficit.
Così, con la vecchia mentalità il decisore resta sempre più solo. Tenta di risolvere l’impossibile, e non ci riesce.
La realtà è questa. Da questo contesto sono nate le urgenze di oggi. La Valle d’Aosta è passata dal “Benessere senza Sviluppo” al “Benessere dallo sviluppo”.
Che i soldi fossero finiti, era già chiaro per alcuni di noi. Nel programma di legislatura, ma senza che diventassero una chiara priorità, avevamo già scritto azioni dedicate allo sviluppo, al lavoro, alla semplificazione. Al centro della domanda dei valdostani oggi ci sono appunto lavoro e sviluppo.
Per queste ragioni, se è vero che la proposta di oggi è rivolta all’immediato e alle urgenze, sullo sfondo si può ipotizzare una proposta politica più ampia, a cui far partecipare non soltanto questo Consiglio, ma tutte le forze vive della società, tutta la Valle d’Aosta. Una proposta ancora da scrivere, per ripartire, insieme.
Per questo, rinnovo il mio ringraziamento alle forze politiche che hanno avuto la forza e il coraggio di assumersi la responsabilità di governo di fronte a queste urgenze. Per questo rinnovo l’invito alle forze politiche a contribuire.
Il nostro è infatti anzitutto un governo delle urgenze. Deve restare distinto da altri problemi e anche dalle vicende giudiziarie che possono attraversare la vita politica regionale. E’ necessario lavorare sui temi della crisi, con la testa alta, anche con contributi specifici, proprio in quest’assemblea. Siamo aperti all’apporto di tutti, dei corpi intermedi, delle forze politiche. Dobbiamo presto superare le dinamiche di scontro e ritrovare la solidarietà del lavoro in corvée. E’ un governo con un scopo, un governo per portare soluzioni, per rimettere alcuni dossier sulla loro giusta carreggiata.
Politicamente, mentre affronta le urgenze, è anche un governo di cittadini. E’ un governo in cui tutti i valdostani debbono sentirsi rappresentati, in cui c’è sempre una porta aperta per trovare insieme una soluzione, in cui portare un contributo. Non un luogo dove presentarsi con il cappello in mano, ma qualcosa di tutti. Per questo il metodo di condivisione è importante. Per questo le priorità sono le stesse che sentono i cittadini valdostani: il lavoro, la situazione delle famiglie, la sicurezza, la stabilità, una luce per il futuro.
E’ anche un governo della normalità. D’altra parte, io stesso sono un valdostano come tutti i valdostani e la mia storia personale è simile a quella di tanti altri. Sento il peso della responsabilità a cui sono chiamato, come tutti gli Assessori di questa squadra. Ci mettiamo a disposizione con spirito di servizio, per adoperarci senza arroganze. Abbiamo oggi bisogno di normalità, di fiducia, di affidabilità, di cuore: non di esagerazioni, di voci grosse. Abbiamo bisogno di un lavoro condiviso, moderno ed europeo.
Da soli, i fuoriclasse non sono più sufficienti. Occorre gioco di squadra, la valorizzazione del singolo giocatore. Ogni singolo consigliere va ascoltato e coinvolto, con rispetto umano e personale, partecipazione e coraggio. E’ come una famiglia, che in un momento di crisi deve trovarsi intorno a un tavolo, vedere come fare, cercare le soluzioni con il contributo di tutti. E se alcuni membri se ne sottraggono, scapestrati e indifferenti, cercare di farli tornare. Abbiamo davanti problemi anche loro, problemi da cui non possono nascondersi.
Il est aussi un gouvernement de l’identité, un gouvernement de notre Vallée d’Aoste, dans le but de garder le lien de sa culture plus profonde, de sauvegarder sa langue et son patois.
De promouvoir sa pérennité, sa visibilité, permettant son libre épanouissement, bien que dans un contexte italien, mais ouverte à l’Europe et à la francophonie.
Bien que dans l’urgence des problèmes, on verra bientôt des résultats en cette matière, dans l’école, dans la culture, dans notre vie quotidienne.
J’en remercie d’ores et déjà l’apport non seulement de notre Assesseur à la culture, mais de l’ensemble du gouvernement.
La culture valdôtaine, la « spécialisation intelligente » de notre territoire doivent nous guider dans les défis de l’urgence. Notre identité, et notre Autonomie resteront une référence pour tout choix politique urgent et toute action administrative à adopter.
E’ un governo dei fatti, perché dovrà evitare le cortine fumogene e le fantasie, raccontare la realtà per quello che è. Si dovrà agire presto, nelle urgenze e senza paura.
Si dovrà sburocratizzare non con le chiacchiere, ma con i fatti. Anche nelle urgenze, si dovrà rendere la vita più facile ai cittadini, ai lavoratori e alle imprese con azioni puntuali, anche riducendo i moduli da compilare online. Si agirà dove sono possibili e necessari i risultati a breve termine.
Come sapete, abbiamo identificato sette capitoli urgenti di intervento, che ho già richiamato: lavoro e economia, crisi nelle partecipate e Casinò, miglioramenti ambientali e nei rifiuti, sviluppo nel turismo, nuovo welfare, prevenire altre situazioni di crisi sociale, legge su ferrovia e trasporti.
Dovremo anche risolvere i nodi della macchina regionale dove si è inceppata, della finanza locale con un nuovo dialogo con i Comuni, della libertà nel voto e nella governabilità. E’ urgente riparlare con lo Stato, sulla certezza delle entrate, e sull’attuazione dello Statuto.
Sulla divisione dei poteri, ci vorranno rispetto e senso delle proporzioni. Sarà nostro compito agire nell’ambito della prevenzione, della chiarezza e del controllo, contrastare lo stiracchiamento di norme, i comportamenti che producono situazioni opache.
Il mio ringraziamento personale va non solo ai membri della giunta ma anche a tutti i consiglieri che si sono fatti carico di questo passaggio. Anche ai nuovi arrivati, che saluto ancora, e che sono certo hanno inteso la gravità del momento. La Valle ha dinanzi un futuro incerto. Noi abbiamo la responsabilità di contribuire a un lavoro di ricostruzione.
Desidero anche ringraziare le persone che hanno partecipato a questa fase, chi ha conservato spirito critico e intelligente, senso delle proporzioni, rispetto per le persone. In particolare saluto i giornalisti e gli operatori della comunicazione, il personale regionale, chi partecipa più attivamente alla vita politica e sociale, nei partiti, nelle associazioni, nei corpi intermedi, nella discussione delle cerchie familiari.
La partecipazione e la cittadinanza attiva sono fondamentali per il buon funzionamento delle istituzioni dell’Autonomia. Abbiamo bisogno di una società civile sana e vivace per vivere in una Valle d’Aosta migliore.
Voglio concludere con due osservazioni.
La prima riguarda il nostro lavoro in quest’Aula, e il contesto politico. Vorrei essere chiaro sul fatto che noi difenderemo con calma e serenità le istituzioni dell’Autonomia, che parleremo con lo Stato: sullo Statuto, sui rapporti finanziari, nella collaborazione sui dossier importanti, come la mobilità, la sicurezza, lo sviluppo.
Ma dobbiamo difendere la nostra Valle e lo Statuto anche mostrando che siamo capaci di discutere e lavorare dentro le istituzioni dell’Autonomia, come abbiamo fatto sin dal 1948. Dobbiamo essere all’altezza dei principi fondanti dell’Autonomia.
Il nemico della Valle d’Aosta è la crisi economica e la crisi del lavoro, e non il nostro vicino. Le dinamiche di scontro sono inutili, come per i quattro capponi di Renzo. E’ soltanto un modo per perdere tempo, per far decadere la nostra Autonomia, per cedere le nostre ricchezze e la nostra Valle in altre mani. La Valle è dei valdostani, ed è importante che tutti partecipino con solidarietà verso questo fine comune, che non si può né cambiare né occultare.
La seconda osservazione riguarda i valdostani.
Vorrei dire loro di alzare la testa, di farsi coraggio, di lasciare da parte rabbia e rassegnazione. Di pensare a come ricostruire, a quali proposte mettere mano, a quali iniziative avviare. Siamo una regione bellissima, con molte opportunità. Dobbiamo rimuovere gli ostacoli che impediscono la creazione di lavoro e lo sviluppo di nuovi progetti. Dobbiamo preservarla, la nostra Valle, renderla più bella, svilupparla intorno ai suoi elementi di forza. Dobbiamo farlo, senza burocrazie e senza arroganze, anche nelle urgenze.
Dobbiamo saper guardare a una Valle moderna, con un benessere e una sicurezza fondati sullo sviluppo e sul lavoro. Una Valle in cui vivere con gioia e serenità, con la propria famiglia e nella propria comunità.
Una Valle di cui andare fieri.
E’ con grande emozione che mi appresto ad assumere questa funzione, consapevole delle difficoltà e della delicatezza del momento che attraversiamo.
Vive la Vallée d’Aoste et vive les Valdôtains!

STELLA ALPINA

Movimento politico, autonomista e federalista, la "Stella Alpina" ha per finalità la tutela e il rafforzamento dell’Autonomia speciale valdostana, nel contesto di uno Stato Italiano unitario e federale, nella prospettiva di una vera Europa dei popoli.

AGENDA

DICEMBRE

martedi' 5
ore 9.00 - consiglio regionale

mercoledi' 6
ore 9.00 - consiglio regionale

Adesioni alla Stella Alpina

L'adesione alla "Stella Alpina" avviene con una sottoscrizione di impegno a rispettare i contenuti dello Statuto.

Le domande di prima adesione devono essere presentate alla Sezione del Comune di residenza o di domicilio oppure presso la sede del Movimento - Via Monte Pasubio, 40 - Aosta.

Leggi tutto

Newsletter

CONTATTI

Movimento Politico Stella Alpina

  • Via Monte Pasubio, 40 11100 Aosta
  • Tel: 0165 32200
  • Fax: 0165 32200
  • Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il deputato On. Rudi Marguerettaz riceve presso la sede della Stella Alpina su appuntamento

Sei qui: Home News Pierluigi MARQUIS eletto Presidente della Regione - Il suo intervento di insediamento

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo