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Relazione annuale 2016 della Casinò de la Vallée spa: approvata una risoluzione

Il Presidente della Regione, Pierluigi Marquis, ha evidenziato: «La Casa da gioco ha vissuto e vive un momento di grave difficoltà. Il 2017 è stato complesso: abbiamo iniziato ad occuparci a tempo pieno di questa tematica per arginare una situazione che stava degenerando, una situazione sempre più preoccupante, necessitante di interventi straordinari. La Casa da gioco, insieme ad altri problemi, è stata alla base dell'insediamento di questo Governo il 10 marzo. Si è trattato di un momento importante per formare una coalizione volta a risolvere problemi gravi. Sin dall'insediamento, abbiamo lavorato alacremente per individuare un nuovo management; abbiamo lavorato per creare un nuovo piano di risanamento, che si rendeva necessario per ottemperare a nuove norme, che non consentono di continuare ad iniettare denaro ad aziende prive di possibilità di rientrare in una sostenibilità economica.»

«È stato un percorso difficile - ha aggiunto il Presidente Marquis -, che ha portato all'approvazione da parte di questo Consiglio di un piano industriale di risanamento credibile, sostenibile e serio. Un piano su cui si è sviluppato parecchio dibattito, che ha suscitato critiche, ma che ha ricevuto la sostenibilità anche da parte delle banche, che hanno capito l'inversione di tendenza della gestione rispetto al passato. È stata quindi intrapresa una via nuova, difficile; sarebbe stato più facile trasferire soldi per risanare i conti, ma abbiamo rispettato la legge e anche la comunità valdostana, in primis i lavoratori dell'azienda. Tuttora il percorso è problematico, perché il presupposto indispensabile resta il fatto che la politica deve uscire dalla gestione e dall'interesse diretto dei processi gestionali della Casa da gioco. Dobbiamo guardare in prospettiva, dare soluzione alle criticità che siamo stati chiamati ad affrontare. Per verificare l'attuazione del piano industriale ci siamo impegnati a verificare trimestralmente le fasi di attuazione. I primi mesi di questa gestione ci fanno registrare dati positivi, i cui numeri non tradiscono: ad oggi, in tre mesi, le cifre positive indicano una piccola inversione del trend. Il problema non è risolto, certo, tante cose sono da fare, ma i segnali sono incoraggianti riguardo all'aumento del circolante, mentre preoccupazione resta sui minori ingressi, ma su questo potremo fare valutazioni anche in quest'Aula.»

In merito alla risoluzione, il Presidente della Regione ha affermato: «Non corrisponde all'obiettivo prefissato. La politica deve fornire indirizzi di gestione, concentrarsi a valutare i risultati. La politica non deve entrare nei procedimenti, deve giudicare i manager; non è suo compito entrare a gamba tesa su procedure interne, rischiando di mettere in crisi la credibilità dell'azionista, ma anche dell'azienda nei confronti degli istituti di credito. Non può che fallire un'azienda privata che seguisse procedure pubbliche, come la pubblicazione di un bando. Un management serio, in effetti, anche senza utilizzare queste procedure, può perseguire i fini di efficienza, economicità. Non condivido quindi il contenuto di questa risoluzione.» 

«La strada da fare è ancora lunga, bisogna porre attenzione al monitoraggio di un malato che non è ancora fuori pericolo - ha concluso il Presidente Marquis -. Non è attraverso un ritorno al passato, alle vecchie logiche, che potremo risanare una vecchia situazione. La politica deve prendere atto di questa esigenza, altrimenti tutto questo andrebbe a detrimento dell'azienda, dei dipendenti, del territorio circostante e della comunità intera.»

L'Assessore alle società partecipate, Albert Chatrian, ha evocato le varie fasi del percorso scelto per far fronte alla situazione della Casa da gioco: «Si è messo in piedi per la prima volta un sistema di controllo trimestrale per contestualizzare i risultati. Voglio evidenziare l'importanza del fatto che l'azienda non ha licenziato nessun dipendente: un obiettivo raggiunto di certo non banale. La riduzione dei costi del personale ci sarà a partire dal 2018, in questo trimestre si è già voluto calmierare le spese gestionali. Stiamo andando nella direzione corretta, abbiamo intrapreso la strada descritta dal piano industriale. Per gli introiti si sarebbe potuto ottenere di più. Sono d'accordo sull'opportunità di riferire al più presto in Commissione quanto è stato realizzato, ma anche le ulteriori azioni previste a breve, in modo da aggredire le criticità che ben conosciamo, e che sappiamo non poter essere risolte in così pochi mesi.»
«Non voglio dar corso alle provocazioni - ha puntualizzato l'Assessore Chatrian -, preferisco evidenziare come l'azienda con soli otto milioni di euro abbia retto in termini di liquidità con le forze interne e continui a pagare correttamente i fornitori, senza posticipi. L'azienda sta mettendo in campo opportunità per l'intera Valle d'Aosta: da un paio di settimane sono stati pubblicati bandi per forniture di servizi da parte di imprese valdostane. Uno degli indicatori principali è il margine operativo lordo, costantemente monitorato e ad oggi segna un dato positivo. Si è cambiato un metodo, un sistema, e i primi risultati arrivano. Non ravviso quindi motivi ostativi all'erogazione della seconda tranche del finanziamento regionale. La Casinò de la Vallée può camminare con le proprie gambe, ci sono le condizioni per uscire pian piano dalla crisi, per fare bene, per dare l'opportunità all'Amministratore unico di portare risultati soddisfacenti al socio, ai valdostani. La situazione non è facile, ma ci sono le possibilità di raggiungere un equilibrio economico-finanziario per il 2019.»

Nell'ambito della discussione sulle risoluzioni, il Presidente della Regione, Pierluigi Marquis, interpellato sui costi aggiuntivi del Comitato esecutivo gioco, ha detto: «Non ho affermato nell'intervento di questa mattina che la Casa da gioco non sostiene costi in relazione al funzionamento del Comitato esecutivo, ma di avere riferito che i soggetti interessati non beneficiano di remunerazione aggiuntiva rispetto a prima. Tuttavia sono stato informato che su 2 componenti dei 5 incaricati gravano dei costi indiretti a carico dell'azienda.»

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