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Leggi di bilancio della Regione 2018-2020: dichiarazioni di voto

Nella seduta dell'Assemblea regionale del 20 dicembre 2017, prima di procedere alla votazione delle disposizioni collegate alla legge di stabilità regionale per il triennio 2018-2020, si è sviluppato un ampio dibattito sulle dichiarazioni di voto.
Sono intervenuti i Consiglieri Stefano Borrello, Carlo Norbiato, Claudio Restano, Antonio Fosson e Pierluigi Marquis (AC-SA-PNV).

 

Le dichiarazioni di voto

Il Consigliere Stefano Borrello (AC-SA-PNV) ha osservato: «Siamo preoccupati della situazione ì, delle dinamiche parlamentari, degli annunci di risoluzione di problemi poi puntualmente smentiti. Il sistema Valle d'Aosta è fortemente in discussione, per questo stiamo provando a rilanciare una visione diversa. Non ci sottraiamo alle responsabilità, siamo pronti a difendere le peculiarità dell'Autonomia, ma non possiamo farlo su questo bilancio, confezionato dalla maggioranza con numeri fasulli, concentrato sul 2018 perché si pensa alle elezioni. Per ogni Assessorato ci sono aumenti: comodo farlo quando non si ha certezza delle risorse. E se dovessimo restituire cento milioni? Voglio sottolineare la correttezza del comportamento dalla Giunta Marquis per la predisposizione del DEFR, visto che non si avevano certezze. Nel 2017 i soldi sono stati accantonati in attesa della risoluzione del contrasto con lo Stato prevista per marzo 2018, invece questo bilancio non esiste, perché privo di copertura finanziaria. Noi abbiamo elaborato un contro-bilancio basato sullo sviluppo, sulla creazione di indotto, sulla detassazione, sulla garanzia dell'autonomia di gestione dell'economia familiare. Vogliamo rilanciare la Valle d'Aosta, ma la difesa dell'Autonomia non va confusa con questo bilancio.»

Il Consigliere di AC-SA-PNV Carlo Norbiato si è soffermato sulle relazioni della sezione di controllo della Corte dei conti e in particolare sul tema dei trasporti, «con un programma per l'infrastruttura aeroportuale che sta producendo un effetto di paralisi in termini di risorse per l'economia valdostana - che vengono tolte ad altri settori - e con gravissimi problemi per l'accessibilità alla nostra Valle, sia per i rincari autostradali sia per la lentezza della ferrovia.» Venendo al bilancio, Norbiato ha sostenuto che «il continuo indebitamento della gestione speciale di Finaosta deve essere approfondito e credo che, nella prossima Legislatura, si dovrà costituire una Commissione speciale sulle società partecipate.» Il Consigliere ha poi definito «scandalosa e sconcertante la situazione in cui ci troviamo: a qualche ora dalla discussione in Aula del bilancio, siamo venuti a sapere che mancano 145 milioni di euro, questo dopo le dichiarazioni pompose del Presidente Viérin per il quale c'era un accordo con il Governo nazionale e nulla era dovuto. Una prova di dilettantismo e di spregiudicatezza da parte sua. Il Viceministro Morando e compagnia ci hanno illusi con le loro promesse; il Presidente Viérin fa bene a tutelare la nostra autonomia, ma non si fidi troppo dei governi della sinistra che non hanno mai dato garanzie in tal senso. Questo gravissimo episodio deve farci riflettere sulle nostre divisioni interminabili e portarci a riconsiderare le nostre posizioni nell'interesse dei valdostani.»

Il Consigliere di AC-SA-PNV Claudio Restano ha dichiarato: «Permettetemi come prima cosa di raccogliere la proposta che è stata lanciata ieri dal "Forum de l'Autonomie": il nostro gruppo c'è, vogliamo sederci al tavolo, se invitati. L'autonomia deve essere inclusiva, deve aggregare, non escludere; non ci sono le classifiche dei primi e dei secondi. Noi siamo per un'autonomia politica e finanziaria da Roma ma anche e, soprattutto, per un modello di autonomia che renda i valdostani indipendenti dall'amministrazione, dalla politica regionale e dai suoi capricci, rivendichiamo l'autonomia delle aziende, delle associazioni culturali e sportive, di chi vuole lavorare. Con l'elezione del Presidente Viérin ho creduto e atteso nuove e forti iniziative, anche condivise, per migliorare i rapporti con Roma, per esempio attraverso la creazione di una Commissione consiliare trattante con Roma, composta anche dal Movimento 5 Stelle e dal PD-SVdA: sarebbe stato un messaggio fortissimo, ma così non è stato. I risultati oggi non sono incoraggianti: sono respinti gli emendamenti dei nostri parlamentari e il bilancio ha 99 milioni di incertezze. Per questo motivo avevamo chiesto di rinviare la discussione di qualche giorno, per avere dati certi: il Presidente non ha voluto e mi auguro che vada tutto bene e che tutti assieme si possa festeggiare un risultato positivo. Politicamente non condividiamo questo modo di agire: un bilancio si deve fondare sulla certezza delle entrate e non dipendere dalle manie di protagonismo politico dei singoli. In politica come nello sport si può soffrire di ansia da prestazione: questa non porta a grandi risultati, ma a gravi errori. Siamo convinti che la difesa delle nostre prerogative debba essere condotta attraverso il confronto con lo Stato o con azioni forti, coinvolgendo anche la popolazione, ma che non mettano a rischio il bilancio regionale. È una battaglia troppo importante e non può essere trattata come un gioco d'azzardo. Se le cose non andranno bene, dovremo tagliare 99 milioni da questo bilancio: con quali tempi e con quali azioni? Si faranno dopo maggio, dopo le elezioni: per questo abbiamo definito questo un bilancio elettorale. Un bilancio privo di prospettive, un mero elenco delle spese, che non ha investimenti, che non dà risposte alle imprese e alle aziende, che attendono finanziamenti rapidi e sburocratizzazione. Noi vi avevamo indicato la strada.»

Il Capogruppo di AC-SA-PNV, Antonio Fosson, ha affermato: «Alla base di questo bilancio c'è una situazione difficile: è in crisi il rapporto tra la Valle d'Aosta e lo Stato, che ha preso, non ha dato, non ha mantenuto. La nostra Regione ha bisogno delle risorse iscritte a bilancio, è importante che tanti settori registrino un incremento dei finanziamenti. In questi ultimi otto anni abbiamo perso il 40% del nostro bilancio. Il Consigliere Rollandin non può dire di aver condotto direttamente i rapporti con Roma negli ultimi otto anni e che tutto va bene. Come ricostruire il rapporto con lo Stato? Non è facile, la strada può essere rischiosa, anche perché spesso i funzionari romani hanno un pregiudizio nei confronti della nostra Regione. Condurre una battaglia per l'Autonomia non significa sbattere la testa contro il muro. Non è il momento di dividerci, basti pensare che la disoccupazione è all'8,5%. Troviamo piuttosto una sintesi delle varie sensibilità. Rilevo positivamente i finanziamenti ai Centri per la famiglia, ma non riscontro nulla sull'equità fiscale, che è la richiesta più insistente delle associazioni familiari. Esacerbare i toni non serve a nessuno e non ci aiuta a trovare una posizione forte nei confronti di Roma.»

Il Consigliere Pierluigi Marquis (AC-SA-PNV) ha parlato di un sistema «non più sostenibile, abbiamo vissuto con l'IVA da importazione, con i proventi del Casinò; sono calate del 40% le risorse disponibili: bisogna creare nuovo modello. Ci aspettavamo di iniziare questo progetto, e l'occasione giusta era questo bilancio. Negli ultimi anni si è registrata una riduzione dell'11% del fatturato regionale, tutti i settori sono andati in difficoltà, è diminuita la qualità del lavoro. Tutto è precario, il territorio ha visto aumentare la povertà. Da questo bilancio ci aspettavamo una nuova visione, che è quanto mai necessaria. Abbiamo cercato di mettere in campo iniziative, già a partire dal 10 marzo, quando abbiamo intrapreso un vero cambiamento. La Valle d'Aosta deve guardare avanti e occorre un approccio nuovo, che non può fare a meno di una rinnovata progettualità per lo sviluppo, la crescita. Bisogna lavorare per il consolidamento dei rapporti con lo Stato. La nostra Regione paga il prezzo della marginalità. Continueremo in maniera incessante a presentare ai valdostani le nostre proposte, perché noi ai cittadini vogliamo essere vicini, vogliamo cercare di trovare soluzioni ai problemi. Dobbiamo seguire l'esempio di autodeterminazione delle altre Regioni. Ad esempio, un nostro obiettivo è di mettere in condizione i valdostani di pagarsi l'affitto e non doverglielo pagare. L'Autonomia va gestita bene, quindi è il caso di fare autocritica. È stato rischioso approvare in questi giorni il bilancio: essere prudenti non significa essere rinunciatari. Crediamo fermamente che il modello debba essere cambiato, non c'è più tempo da perdere. Noi volevamo fare la nostra parte in questo bilancio, siamo stati propositivi in diversi campi in sofferenza. È sbagliato mettere le mani in tasca ai valdostani per dare soldi a pochi.»

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