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Dibattito sull'elezione del nuovo Presidente del Consiglio e del Vicepresidente

L'Assemblea regionale, nella seduta mattutina del 10 gennaio 2018, ha affrontato il dibattito riguardante l'elezione del neo Presidente del Consiglio e del Vicepresidente, a seguito delle dimissioni rassegnate rispettivamente il 29 dicembre 2017 da Andrea Rosset e l'8 gennaio 2018 da Joël Farcoz.

Il Consigliere Claudio Restano (AC-SA-PNV) ha sottolineato come l'elezione del Presidente del Consiglio, in un momento tanto importante e delicato, avrebbe potuto rappresentare un'occasione unica per aprire un tavolo di confronto a 360 gradi. Un confronto, ha aggiunto, che avrebbe permesso di guardare alle prossime elezioni politiche, alla difesa delle prerogative della nostra Regione ed aprire di fatto un tavolo politico di confronto tanto evocato e mai realizzato; invece si limita ad essere un dibattito su un accordo politico, su decisioni già assunte. L'ennesima occasione persa, secondo il Consigliere Restano, per dimostrare di essere capaci di assumere scelte ponderate e condivise. Non ci saranno quindi vincitori, ha concluso, ma tutti perdenti per manifesta incapacità.

 

Il Vicecapogruppo di AC-SA-PNV, Stefano Borrello, ha ribadito l'opportunità per il suo gruppo di garantire la presenza in Aula al fine di non rimandare l'elezione, pur non condividendo questo percorso che risulta essere palesemente frutto di meri accordi politici. Ha ringraziato tutti i Presidenti del Consiglio della 14a Legislatura, che hanno condotto l'Assemblea in un momento difficile nella storia del Consiglio. Il Presidente Rosset, ha aggiunto Borrello, ha avuto l'onere di gestire certi passaggi storici, come quello del 10 marzo: ha potuto farlo perché il suo ruolo era fortemente sostenuto, oltre che dalla competenza dei pareri degli Uffici, dall'unità delle forze politiche dell'allora maggioranza.

Il Capogruppo di AC-SA-PNV, Antonio Fosson, ha sottolineato l'esigenza di finire con i giochini politici, per cui è stata garantita la presenza in Aula. In ogni caso, nonostante una situazione atipica, per il Consigliere si sarebbe potuto comunque aprire un dibattito. Ha quindi precisato che dietro alla rinuncia del Consigliere Rosset c'è un accordo politico, noto già da tempo. Ha giudicato positivamente la giovane età del nuovo Presidente, riconoscendo a tal proposito la capacità e la lungimiranza del Consigliere Rosset nel bloccare altre candidature. Ha quindi assicurato la disponibilità del proprio gruppo a lavorare oggettivamente e proficuamente.

Il Consigliere Pierluigi Marquis (AC-SA-PNV) ha ricordato la fermezza del Presidente Rosset in alcune fasi del suo mandato, sostenendo che la politica abbia assunto comportamenti poco lineari: ciascuno nell'Aula dovrebbe assumere comportamenti responsabili. La politica non ha mai avuto un ruolo così irresponsabile a livello comportamentale come il 10 marzo, quando qualcuno uscì dall'Aula gridando al colpo di Stato. Il Consigliere Marquis ha quindi rilevato che il Consigliere Lanièce ha affermato per la prima volta che l'insediamento di quel giorno fu legittimo e corretto. Marquis ha proseguito osservando che l'opposizione deve essere costruttiva, non creare difficoltà strumentali. Oggi, ha detto, siamo in Aula, non siamo scappati dall'Aula. Ha definito legittima la candidatura del Consigliere Rosset alle elezioni politiche, ma oggi si perde un'occasione per unire l'Aula attraverso una candidatura trasversale. Avrebbe potuto essere la candidatura di tutta la Valle d'Aosta, non solo della maggioranza. Non bastano gli slogan, bisogna lavorare diversamente a difesa delle prerogative dell'Autonomia, per dare risposte ai valdostani. Ha infine auspicato che il Consigliere Farcoz possa essere davvero il Presidente di tutti.

Il Consiglio ha quindi accettato, con 18 voti a favore e 13 astensioni della minoranza, le dimissioni del Consigliere Andrea Rosset dalla carica di Presidente del Consiglio e di quelle del Consigliere Joël Farcoz da Vicepresidente.

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