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Casinò sotto assedio. La politica del trasformismo

Queste ultime settimane hanno evidenziato un grande clamore intorno al Casinò di Saint Vincent. Fortemente contestata è stata la scelta di concedere un ulteriore mutuo di dieci milioni euro, oltre a quello di 50 milioni già accordato, per gli importanti interventi di ristrutturazione che sono attualmente in corso. Si tratta di un mutuo in gestione speciale per il quale si conferisce l’incarico a Finaosta che erogherà secondo lo stato di avanzamento dei lavori. Ovviamente come per tutte le aziende i mutui vanno restituiti.
Mi preme sottolineare alcuni passaggi che ritengo significativi del percorso della Casino SpA. Sono stati diversi i piani di sviluppo approvati nel tempo dai Consigli regionali che si sono succeduti.
Dal 1995 ad oggi diverse Giunte e diversi CdA hanno affrontato la questione riguardante lo sviluppo della casa da gioco di Saint Vincent. Ben 4 CdA in una legislatura, almeno 4 differenti Presidenti della Giunta hanno avuto modo di affrontare la problematica dello sviluppo. Sono stati presentati diversi piani di sviluppo ma i risultati non si sono visti, anzi quei CdA fortemente litigiosi avevano generato una preoccupante situazione di stallo.


La consiliatura del 2008 ha dato una svolta importante alle prospettive di rilancio della Casa da Gioco. La presentazione di un piano di sviluppo che ha immediatamente preso corpo, ha avviato il processo di rilancio attualmente in corso. Nel frattempo la crisi economica e di sistema che ha messo a dura prova l’Europa, l’Italia e, a caduta la Valle d’Aosta, accompagnata da provvedimenti governativi quali la possibilità di installare macchine slots machines in ogni angolo di bar e tabacchi, la nascita delle sale Bingo, la nascita delle sale Slot, l’incremento delle scommesse sportive e, soprattutto, il limite di utilizzo del contante a mille euro, sono da considerarsi attenuanti di tutto rilievo. Il piano di sviluppo approvato dal Consiglio regionale nel 2009 ha permesso che nel 2010 si procedesse all’accorpamento che determinava la conclusione del periodo da tutti chiamato “dell’accerchiamento delle proprietà intorno alla Casinò SpA”. A questo punto si è potuto procedere agli interventi previsti dal piano di sviluppo e dal piano di investimento. Si tratta della costruzione del Parc Hotel, albergo a 4 stelle e del Grand Hotel Resort e Casinò Hotel 5 stelle lusso, che annovera al suo interno una SPA prestigiosa e tutti i servizi per un comfort dedicato ad una clientela amante del lusso. A questo si è aggiunto un significativo restyling e ammodernamento della casa da Gioco che ha visto il suo ampliamento e rifacimento completo, il raddoppio della Poker Room e una collocazione della sala dei tavoli verdi su un unico piano. Completano gli interventi il centro Congressi e 3 ristoranti di assoluta qualità. Quindi, un intervento eccezionale che si completerà per la fine dell’anno e che potrà rivedere il Casinò come casa da Gioco prestigiosa quale nucleo centrale di un sistema di accoglienza turistica destinata a una clientela di alto livello. Finora si sono spesi 63milioni per l’acquisto di quello che rimaneva del Grand Hotel Billia, 70 milioni per gli interventi di ristrutturazione mentre questi ulteriori 10 milioni sono giustificati da interventi imprevedibili di potenziamento delle strutture portanti e di realizzazione di nuove opere non preventivabili. Pertanto, i fatti dimostrano, e alla conclusione dei lavori il tutto sarà ancora più evidente, che le critiche legate all’affidamento dell’ ulteriore mutuo di dieci milioni di euro sono ingiustificate.
Mauro Baccega

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